21 Febbraio 2008

Vivere con la benzina alle stelle costa 500 euro in più

Vivere con la benzina alle stelle costa 500 euro in più
Le stime delle associazioni fiorentine: riscaldamento e alimentari i beni che registreranno rincari immediati

AUMENTI su trasporti, latte, carne, frutta e verdura, capi d`abbigliamento. Se il petrolio vola alle stelle, tutti i prodotti sono a rischio rincaro. A tal punto che, nel complesso, Codacons stima un aumento annuo a famiglia di oltre 500 euro, tra riscaldamento (+140 euro), spesa alimentare (+100 euro), gas (+80), luce (40) e, naturalmente, auto (+150). Ma quel che spinge in alto i prezzi di un po` tutti i prodotti è il fatto che, in Italia, oltre il 90% delle merci trasportate corre su gomma. Per questo i rincari colpiscono anche i capi d`abbigliamento, i detersivi, i surgelati e perfino le ciliegie cilene. UNO DEI SETTORI più colpiti è senz`altro quello agroalimentare. Come denuncia Coldiretti, il caro-benzina grava infatti pesantemente su produttori agricoli e allevatori. Per di più in un momento come questo. Le aziende agricole, infatti, si stanno preparando a rimettere in moto i trattori per sistemare i terreni per le semine e per pulire i fossi. Il carburante è utilizzato dai produttori agricoli anche per riscaldare serre, stalle e locali per l`essiccazione dei foraggi destinati agli animali. Per questo, il rischio, concreto, è che presto il consumatore si troverà di fronte a rialzi su fiori, funghi, carne e latte, anche se prodotti in Toscana. “Tanto più che, come spesso accade quando c`è un`emergenza rincari – sottolinea Silvia Bartolini, presidente di Codacons Toscana – si scatenano delle ondate speculative“. “Con l`aumento della benzina – prosegue la presidente Bartolini – ci aspettiamo rincari anche sui servizi e su tutti i sistemi di trasporto“. Dunque, dai voli al treno, all`autobus, il rischio è trovarsi di fronte a nuovi rialzi dei biglietti di viaggio. C`è anche, però, chi getta acqua sul fuoco. “Gli aumenti della benzina incidono pochissimo sui consumatori“, sottolinea Franco Bertini, ex presidente nazionale Faib e già presidente di Confesercenti Firenze. “Per un automobilista medio che fa 8.500 chilometri l`anno, l`aumento della benzina – spiega Bertini – si traduce in 30-40 euro in più in dodici mesi. Non mi sembra poi tanto“. “Le vendite di carburante, poi – prosegue Bertini – seguono il trend generale dei consumi, che sono in calo un po` per tutti i settori“. Secondo, invece, l`attuale presidente di Faib-Confesercenti Firenze, Cosimo Peri, almeno in città, il calo dei consumi si fa sentire. “Basta vedere quanta gente alle otto di mattina va a lavorare in bicicletta“. “Spostarsi in macchina, infatti, non conviene più – commenta Peri – e infatti, chi ancora la usa, non fa quasi più il pieno, ma mette solo lo stretto necessario“. “L`unica arma che ha il consumatore per difendersi, comunque – fa presente Silvio Genivi, di Cna.com – è quella di scegliere il distributore di benzina che applica il prezzo più basso, qualunque sia il marchio“. “Noi, infatti, diversamente da banche e compagnie aeree – aggiunge Genivi – vendiamo lo stesso identico prodotto. Se tutti consumano dallo stesso gestore perché fa un buon prezzo, si stimola la concorrenza e allo stesso tempo gli automobilisti risparmiano, anche 500-600 euro l`anno“. MA OLTRE che sulle famiglie e i gestori, il caro-carburante pesa anche sugli autotrasportatori. “In un anno il gasolio è aumentato del 14,39% – dichiara Luigi Trenti, presidente di Cna Fita Firenze – e ciò ha provocato effetti devastanti sull`attività degli autotrasportatori, visto che personale e gasolio incidono per il 75% sui costi aziendali“. L`aumento del gasolio, quindi, indebolisce ancora di più le aziende locali di questo settore, che, sottolinea Trenti, “sono piccole, polverizzate e non competitive. Non riescono a razionalizzare i costi, anche perché, su 100mila chilometri percorsi in un anno, 40mila sono fatti a vuoto“. “Raramente, infatti – conclude il presidente di Cna Fita Firenze – un tir parte da Firenze, arriva a Milano, scarica e poi torna indietro a pieno carico. Così, mezzo viaggio è fatto senza merce, con raddoppio di costi, oltre che di inquinamento acustico e atmosferico“.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this