9 Luglio 2003

Vivaci polemiche sui divieti di balneazione

Vivaci polemiche sui divieti di balneazione (previsti dalla legge)
La bandiera resta blu
La Fee: per noi a Marina tutto è in ordine



Un divieto forse mal interpretato, o magari non sufficientemente valutato, stava per determinare – e in parte lo ha determinato – un mezzo trambusto, con le spettro d`una figuraccia che per qualche ora ha fatto capolino tra il Palazzo e gli ambienti che hanno a cura le questioni ambientali. L`antefatto è una norma, il Dpr 470 del 1982, che vieta la balneazione intorno alle foci dei fiumi. In sede locale e per ragioni particolari possono esservi modifiche all`ampiezza della fascia di divieto, ma il principio resta: per 200 metri, a destra e a sinistra della foce dei fiumi, c`è divieto di balneazione. Anche se l`acqua che scorre nei corsi d`acqua è pura come l`acqua minerale e potrebbe essere imbottigliata e venduta. Come ogni anno all`avvio della stagione estiva è stata emessa una ordinanza sindacale, la n. 11 del 12 giugno, con cui viene stabilito «per la corrente stagione estiva, il divieto di balneazione sull`arenile di Catanzaro Lido, nelle zone rientranti entro un raggio di 200 metri dalla foce dei fiumi Corace e Alli e del torrente Fiumarella, nonchè all`interno del porto di Catanzaro Lido, zona Case Unra». Ma come, si sono chiesti l`associazione ambientalista Fare Verde ed il Codacons Calabria, non era giusto l`arenile di Lido quello al quale la Foundation for Environmental Eduction (Fee) ha assegnato il riconoscimento della ?Bandiera Blu?? E così Arnaldo Celia (Fare Verde) e Mario Buttiglieri (Codacons) hanno inviato al sindaco Sergio Abramo una lettera per investirlo della questione. Infatti secondo Celia e Buttiglieri che «l`ordinanza contraddice clamorosamente i criteri applicati dalla fondazione. È palese quindi come l`assegnazione della ?bandiera blu? alla località di Lido non rispecchia minimamente i canoni previsti» e, inoltre, «lede gli interessi dei bagnanti e della cittadinanza che ignara di tale situazione è addirittura truffata nella veridicità delle notizie date, con grave nocumento per il legittimo diritto alla salute». Fare Verde e Codacons lamentano inoltre che nonostante l`ordinanza emessa e le prescrizioni circa «l`apposizione di cartelli indicanti il divieto di balneazione in tutte le zone costiere inserite», a tutt`oggi «non si è stato fatto nulla per la tutela dei cittadini». Le associazioni non escludono la possibilità di avviare iniziativa giudiziaria e chiedono al sindaco di Catanzaro di verificare «se l`Ente comunale abbia erogato finanziamenti alla discussa fondazione Fee che, già dal `99, non riceve più nessun contributo dalla Commissione europea a causa di numerose lamentele da parte degli operatori turistici». Ovvio, a questo punto, chiedere lumi all`assessore comunale all`Ambiente Fausto Talarico: insomma, assessore, quei divieti di balneazione dimostrano che la bandiera non è più blu ma nera? «Tranquilli ? ha risposto a ?Gazzetta del Sud? l`assessore Talarico ? tutti i criteri chiesti dalla Fee per il conferimento della ?bandiera blu? sono stati e sono rispettati. Il tratto preso in esame, grosso modo dal Palace a Giovino, risponde in tutto alle esigenze, ed è per questo tratto che Lido ha ricevuto il riconoscimento, non certo per le spiagge limitrofe ai fiumi dove per legge la balneazione non è consentita».
? Questo sulla spiaggia; e in mare? «Anche le recenti analisi delle acque fatte dall`Asl ? ha aggiunto l`assessore Talarico ? hanno dato un esito più che rassicurante: nessun inquinamento, tutti i parametri rientrano nei canoni. I risultati possono essere consultati da chiunque perché sono affissi negli appositi spazi a Marina. Non solo le acque, ma anche i comportamenti devono essere trasparenti».
? Insomma, una tempesta in un bicchiere d`acqua? «C`è in giro la pessima abitudine di denigrare sempre e non apprezzare mai. Assieme, con numerose associazioni ambientaliste coordinate in questa iniziativa da ?Catanzaro Damare?, si è raggiunto un risultato. Ora c`è da lavorare per mantenerlo, non dissipare quello che può diventare un patrimonio reale per la città. Le ?bandiere blu? in Europa sono in totale 90; in caso di ?new entry? qualcuno dovrà uscire. Dovremo confrontarci con criteri sempre più rigidi, e quindi dovremo impegnarci su un percorso di miglioramento, magari collaborare per apportare le eventuali modifiche strutturali, per migliorare».
? Il problema dell`igiene a Lido però esiste: ?Fare Verde? ha diffuso una documentazione impressionante… «Sul territorio dobbiamo fare di più, e stiamo lavorando in questo senso. Per esempio, contrariamente a quanto da qualche parte affermato, è stato già approvato il capitolato che regola il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ed abbiamo già elevato due multe alla ?Ambiente & Servizi? da 3.000 e 5.000 euro. Gli occhi li teniamo ben aperti». Da Roma, intanto, un invito alla serenità: «Desidero tranquillizzare tutti coloro che sono soliti bagnarsi al Lido di Catanzaro: le acque sono decisamente valide ed in linea con i nostri criteri». Lo ha ribadito ieri il segretario generale della Fee Italia, Giulio Marino, proprio riferendosi a quanto sostenuto dall`associazione ambientalista ?Fare Verde? e dal Codacons Calabria circa l`ordinanza del sindaco che vieta la balneazione su un tratto di litorale che ha ottenuto la bandiera blu. «Ci si è accorti ? aggiunge Marino – di un`ordinanza emanata dal sindaco di Catanzaro nella quale si vieta la balneazione in particolare nel raggio di 200 metri dalla foce dei fiumi Corace ed Alli, nonché all`interno del porto. L`ordinanza è più che giustificata in quanto, come recita il Dpr 470/1982 è espressamente vietato, a prescindere dai valori, bagnarsi nel raggio di 200 metri dai fiumi e nelle aree portuali». Per quanto riguarda eventuali fondi che la Fee potrebbe aver ricevuto il segretario generale della Federazione ha aggiunto che «purtroppo per noi che riusciamo con fatica a far quadrare i nostri bilanci, la notizia è priva di fondamento. Ed infine a proposito dell`uscita della Commissione Europea dalla nostra campagna nel 1996 e non nell`anno indicato dalle due associazioni è tutto vero. Il nostro era un progetto comunitario. Ed in tale veste, come ben sanno tutti quelli che masticano un po`di diritto europeo, detti progetti se vogliono continuare devono vivere con le proprie forze». È veramente triste «doversi trovare ? ha concluso Marino ? di fronte a personaggi che invece di costruire tentano di demolire quel poco o molto che si fa per un mondo migliore».

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