18 Giugno 2016

Vittoria, un salto nel buio aspettando i pm

Vittoria, un salto nel buio aspettando i pm
domani il ballottaggio
moscato -aiello: città fra orgoglio e paura. e da martedì interrogatori
dei 9 indagati per voto di scambio. sequestrati dal gico elenchi di
firme per i candidati, liste di assunti e «atti interessanti»

VITTORIA. Cento passi. O magari qualcosa di più. Nel cuore di una Vittoria ferita e attonita, i comitati elettorali dei due sfidanti sembrano ancor più vicini del solito. Piazza del Popolo, ai tavoli del bar, è già pronta a infiammarsi per gli ultimi comizi. Si legge il giornale, ci si accapiglia. Con due idee di fondo. La prima è protettiva: «La città è stata infangata, non siamo tutti mafiosi». L’ altra è disfattista: «Su’ tutti i stissi, non ha più senso votare». Fra l’ orgoglio e la rassegnazione, c’ è anche qualche sottile riflessione. Che, aspettando la partita della Nazionale, un nostro interlocutore ci scandisce con gustosa lentezza: «Chiunque vincerà, domenica, sarà come la Juve all’ Heysel. Alza la coppa dei campioni e festeggia. Ma poi deve fare i conti con morti e feriti…». Una metafora pallonara un po’ truce, ma che però rende l’ idea. La notizia è che domani notte, comunque, Vittoria avrà il suo sindaco. Se sarà Giovanni Moscato o Ciccio Aiello lo decideranno i vittoriesi. Consapevoli, seppur con mille sfumature di grigio, che entrambi vanno incontro a un insolito destino: entrambi (Moscato mercoledì 22; Aiello l’ indomani), la settimana prossima, saranno interrogati dai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Catania, nella fragorosa inchiesta per voto di scambio politico -mafioso. Fra gli indagati, oltre ai due sfidanti al ballottaggio, il sindaco uscente Peppe Nicosia (Pd) l’ aspirante sindaca dem, sconfitta al primo turno, Lisa Pisani, e i candidati nella lista “Nuove Idee” Fabio Nicosia (fratello del sindaco) e Raffaele Giunta (a sostegno di Pisani e non, come riportato ieri, con Aiello: un refuso come si evince chiaramente da tutti gli altri nostri articoli), oltre che Cesare Campailla, candidato con “Riavvia Vittoria”, a sostegno di Moscato. Nel decreto notificato agli indagati è riportata soltanto una parte della voluminosa relazione del Gico della guardia di finanza. I collaboratori di giustizia Rosario Avola e Biagio Gravina, scrivono i pm, sostengono che, «nell’ attività di procacciamento dei voti», i Nicosia «si erano serviti di soggetti vicini o addirittura appartenenti al clan Dominante -Carbonaro». Gravina, in particolare, «ha precisato di essere stato assunto dallo stesso Nicosia» all’ Amiu (ex ditta dei rifiuti) «in cambio dei voti procurati grazie alla sua appartenenza alla organizzazio ne di stampo mafioso», scrive la Dda etnea. Racconti del passato. «Ampiamente chiariti e archiviati dalla magistratura», ricorda Nicosia. Il Gico parla di «accertamenti svolti», che «hanno fatto emergere ulteriori elementi degni di approfondimento investigativo». Fra i quali, oltre a cene e riunioni elettorali, la presenza – in una delle liste di quest’ elezione – di Giunta, «indicato da Avila e Gravina quale veico latore dei voti della “Stidda” ai fratelli Nicosia». Anche di Aiello parla un pentito: «Per le prossime elezioni comunali racconta Avila – la locale criminalità organizzata lo sosterrà», così come quando «divenne sindaco con i voti del clan Russo di Niscemi». Sull’ ex comunista, oggi vicino a Sicilia Futura, nell’ unico atto notificato alle parti, non risulta alcuna condotta persona le. Gli si contesta però l’ endorsement pubblico di Giombattista Ventura, ritenuto «reggente del clan Dominante» su Facebook. Il boss dà il via libera anche a Cesare Campailla. Definito dal Gico «vicino al sodalizio mafioso», è il personaggio che inguaia l’ altro sfidante al ballottaggio. Perché, dopo trattative con Aiello, alla fine si candida in una lista a sostegno di Moscato. Del quale non c’ è altra traccia nelle carte fin qui rese note. Da fonti vicine alle indagini si giudicano «molto interessanti» i riscontri delle perquisizioni di giovedì. La guardia di finanza ha sequestrato, fra le altre cose, gli elenchi con le firme a sostegno delle candidature, le liste degli assunti alla Tekra, ma nel blitz cercavano anche tracce di quellli che «comunque hanno avuto una proposta di assunzione in concomitanza con la campagna elettorale», oltre che gli atti in cui vengono riportati i beneficiari di «sussidi o indennità erogate dal Comune o dal sindaco». Ma il pezzo pregiato del puzzle sono i nominativi delle persone contattate «al fine di assicurarsi di imporre la dichiarazione di voto», magari riportati su «supporti cartacei o informatici» per procedere poi «alle necessarie operazioni di riscontro fra i voti promessi e quelli effettivamente conseguiti». Ma domani si vota. Nonostante le richieste di grillini e Codacons: la Regione, competente in materia di elezioni locali, non può “congelare” le urne se non davanti alla condanna di un candidato. Né può toccare palla, per ora, la Prefettura. Che, non avendo la funzione di proclamare gli eletti, non può sospendere la proclamazione stessa. L’ unico atto, dopo relazione motivata e accesso agli atti della Procura, potrebbe essere in teoria l’ istituzione di una commissione d’ inchiesta. Che dovrebbe pronunciarsi sullo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Per ora è fanta-amministazione. E in ogni caso, il voto di domani – Moscato o Aiello? – sarebbe già preistoria. E ora silenzio. Fino a domani notte. Twitter: @MarioBarresi.
 

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