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9 Febbraio 2018

Vittime Bpvi, Intesa non deve risarcire

 

di Sabrina Tomè INVIATA A VICENZAE ora, dopo un percorso comune, le strade processuali di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (e i destini dei relativi risparmiatori traditi), si dividono prendendo opposte direzioni. Ieri mattina in sede di udienza preliminare, il gup berico Roberto Venditti ha infatti respinto le istanze di citare Intesa SanPaolo quale responsabile civile, autorizzando invece la chiamata di Bpvi in liquidazione. Una decisione in netto contrasto con quella del collega romano Lorenzo Ferri per Veneto Banca. Il risultato di queste opposte conclusioni da parte della magistratura? Apparentemente paradossale: Ca’ de Sass, che ha acquisito alle stesse condizioni entrambe le ex Popolari, dovrà risarcire i risparmiatori della trevigiana, ma non quelli della vicentina . L’ esclusione di Intesa. Il gup Venditti ha escluso Intesa rilevando due elementi: la chiamata in causa quale responsabile civile deve derivare da norme di legge e non da obblighi contrattuali; nella cessione di azienda si trasmettono i debiti risultanti dai libri contabili, mentre in questo caso non c’ era alcun fondo rischi istituito per obbligazioni risarcitorie. In sostanza non solo non esiste titolo giuridico che permetta la chiamata in causa di Intesa per un fatto illecito commesso da altri, ma Ca’ de Sass non ha neppure alcuna responsabilità su debiti che sono maturati prima del trasferimento aziendale. Per contro Bpvi può essere chiamata come responsabile civile ai sensi dell’ articolo 2049 del Codice civile che prevede la responsabilità dei datori di lavoro per i danni causati dal fatto illecito dei dipendenti.Banca d’ Italia. Il giudice ha altresì escluso sindaci, società di revisione, dipendenti, esperti, Bce e Banca Nuova che non hanno titolo per rispondere del fatto altrui. Fuori anche Banca d’ Italia: la sua chiamata in causa per la presunta omessa vigilanza è «incoerente con le ipotesi di reato contestate» nel procedimento; inoltre non si può trasformare una parte offesa in un responsabile civile. Delusi i risparmiatori. «Due processi fotocopia e due decisioni opposte: incomprensibile», il commento di Luigi Ugone dell’ associazione “Noi che credevamo”, «Ripresenteremo istanza in sede di dibattimento». Per l’ avvocato Cesare Dal Maso che rappresenta Gaia Folco, l’ erede della dinastia della lana, c’ è una nota positiva: «Il giudice ha autorizzato la citazione di Bpvi e questo ci da delle speranze visto che i 106 milioni sono stati recuperati». Codacons: «Decisione incomprensibile che non va nella direzione di tutelare i risparmiatori truffati». Unione Nazionale Consumatori: «Una sconfitta per i risparmiatori. Ma abbiamo chiesto il sequestro di crediti e patrimonio Bpvi». Indagini fuori termine. Il professor Enrico Ambrosetti, avvocato di Gianni Zonin, ha detto che le due ordinanze, quella di Vicenza e quella di Roma, «sono molto interessanti e sono state motivate molto bene». Ha espresso dubbi sulla costituzionalità del decreto 99 del 25 giugno che ha determinato la cessione delle ex Popolari a Intesa: «È una strana cessione perché il legislatore ha scorporato la parte attiva creando un caso unico», ha sottolineato. Ambrosetti, insieme alle altre difese, ha poi sollevato un’ eccezione sostenendo la nullità del decreto di citazione a giudizio in quanto l’ attività di indagine della Procura sarebbe proseguita fino allo scorso dicembre e quindi dopo l’ avviso di chiuse indagini di luglio. Il gup si è riservato.Sequestri per un miliardo. Venditti deciderà già nei prossimi giorni sulle istanze di sequestro avanzate dalle parti civili. Ieri se ne è aggiunta un’ altra quindicina per una richiesta risarcitoria complessiva che sfiora il miliardo di euro. Il gup si pronuncerà sulle singole istanze, in ordine di presentazione e depositerà le decisioni in cancelleria.Udienza per insolvenza. E si è riservato la decisione il giudice Giuseppe Limitone davanti al quale ieri, in contemporanea con la preliminare, si è tenuta l’ udienza per lo stato di insolvenza di Bpvi chiesto da un gruppo di risparmiatori guidati dall’ avvocato Luigi Fadalti. «È stata presentata istanza, il giudice si è riservato», ha riassunto l’ avvocato Andrea Da Roit per gli ex soci. In aula c’ era la Procura che si è riservata di intervenire con propri documenti, mentre Antonio Lovisetto – legale dell’ ex componente del Cda Maria Carla Macola – ha sostenuto che i risparmiatori non sono soggetti legittimati a chiedere lo stato di insolvenza; stato che non risulterebbe in quanto il bilancio approvato dalla Banca il 2 aprile 2016 dava conto di un patrimonio netto superiore a 2 miliardi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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