26 Gennaio 2009

VITERBO: IL TAR LAZIO VUOLE ANDARE A FONDO NELLA VICENDA DELLE MAESTRE DEGLI ASILI NIDO DI VITERBO

  ACQUISITO IL PARERE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E RINVIATA LA SOSPENSIVA AD ALTRA DATA   SI APRE UN MISTERO: COME MAI IL COMUNE HA INDICATO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CHE LE MAESTRE AVEVANO SVOLTO SOLO 25 MESI DI SERVIZIO?

Colpo di scena oggi all’udienza dinanzi al Tar del Lazio (Presidente Michele Perrelli) relativa alla questione delle maestre degli asili nido di Viterbo, che chiedono la stabilizzazione in servizio, già decisa da tempo dal Comune. Come noto l’amministrazione comunale aveva condizionato la stabilizzazione ad un parere favorevole del Dipartimento Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio. Tale parere oggi è stato acquisito dal Tar, ma si apre un mistero dagli imprevedibili risvolti. Acquisita infatti la richiesta di parere rivolta dal Comune alla Presidenza, è emerso che in tale richiesta – pur facendo riferimento al servizio prestato in passato dalle maestre (sia presso il comune stesso con contratti da esso direttamente stipulati, sia presso la cooperativa Caritas negli anni precedenti) – si precisa che in totale i mesi di servizio sono soltanto 25, e non 36 come prevede la legge.
Ovvio quindi che la Presidenza del Consiglio abbia espresso un parere negativo facendo esplicito riferimento alla carenza del periodo di 36 mesi – minimo per legge – di servizio pregresso prestato dalle maestre. Ma come è evidente il parere, sostanzialmente favorevole alle maestre, è finito per essere contrario sulla base di un dato falso comunicato dal Comune. Infatti la verità è che le maestre, tra rapporti fittiziamente intestati alla cooperativa e rapporti diretti col Comune, hanno un servizio pregresso superiore ai 5 anni!
Da qui la richieste delle maestre alla Presidenza del Consiglio di rettificare e correggere il parere emesso, pena una denuncia penale contro i responsabili del grave difetto di comunicazione, e l’ovvio rinvio della decisione di sospensiva da parte del Tar.
“Ci auguriamo che l’equivoco sia chiarito al più presto – dichiara il Presidente Codacons, Carlo Rienzi, difensore delle maestre – e che i funzionari comunali correggano immediatamente l’errore. Non vorremmo pensare che si sia trattato di un errore “voluto”, perché il tal caso le conseguenze per chi lo ha commesso sarebbero piuttosto gravi”.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this