Viterbo, arsenico choc Contaminati i cittadini
VITERBO L’ acqua è contaminata, ma ora arriva la prova scientifica che lo sono, oltre i livelli di soglia, anche i cittadini di Viterbo e di 16 comuni della provincia, aree interessate dall’ annosa emergenza arsenico nell’ acqua: il livello di questa sostanza cancerogena nel loro organismo risulta infatti più che doppio rispetto a quello medio del resto della popolazione. Dato che fa dire al ministro della Salute, Renato Balduzzi, che questa è «una vera emergenza, per la cui soluzione non si può aspettare». La conferma arriva dai nuovi risultati dello studio condotto dall’ Istituto superiore di Sanità in collaborazione con gli Ordini dei medici, e iniziato già nel 2010, per valutare l’ esposizione all’ arsenico nelle aree delle province di Viterbo, Roma e Latina. Un’ emergenza che dura ormai da anni e interessa in totale 50 comuni (contro i 90 del 2009), e che ha registrato varie proroghe da parte dell’ Ue alla legge del 2001 che fissa rigidi parametri per la concentrazione della sostanza nelle acque per uso umano. Proroghe, l’ ultima delle quali è scaduta il 31 dicembre 2012, che dovevano servire alle autorità per mettere in campo misure adeguate di controllo, a partire dai potabilizzatori. Ma ad oggi, l’ emergenza resta. E lo studio lo dimostra: le analisi sono state condotte su campioni di unghie e urine di 269 soggetti sani (da 1 a 88 anni di età) residenti nelle aree a rischio. Nei viterbesi, la concentrazione della sostanza è risultata pari a 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 nanogrammi nella popolazione generale. Ma ad essere interessata è pure la catena alimentare, si è appreso, con livelli alti anche nel pane, mentre analisi sono in corso sugli ortaggi. Ma il ricercatore Francesco Cubadda, responsabile dello studio, invita a evitare gli allarmismi. Diffusi i nuovi risultati, il ministro Balduzzi sì è però sentito telefonicamente con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: «Avvieremo in tempi strettissimi le misure urgenti per far fronte ai disagi della popolazione». Intanto il Codacons chiede la chiusura degli esercizi commerciali del Viterbese che usano acqua contaminata, ma nel contempo avvia in favore di questi una class action contro ministero e Regione con una richiesta danni fino a un milione di euro per ogni esercizio.
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