13 Aprile 2013

Viterbo, arsenico anche nel pane L’ allarme dell’ Iss

Viterbo, arsenico anche nel pane L’ allarme dell’ Iss

Il 31 dicembre è scaduta la terza proroga concessa dall’ Unione Europea per l’ emergenza arsenico nel viterbese, ma il problema non è ancora risolto. Secondo i dati dell’ Istituto superiore per la Sanità (su Latina, Roma e Viterbo) negli organismi dei viterbesi e in quelli degli abitanti di altri 16 comuni della zona, la concentrazione dell’ arsenico è oltre il doppio rispetto a quella nella popolazione generale. Maggiori concentrazioni sono state rilevate anche nei bambini. Per questa ragione il Codacons chiede la chiusura degli esercizi commerciali che usano acqua contaminata e avvia una class action contro ministero e Regione Lazio fino a un massimo di un milione di euro ad attività commerciale. I nuovi dati sulla concentrazione della sostanza sono in via di pubblicazione su riviste scientifiche. Le analisi sono state condotte su unghie e urine di 269 soggetti sani residenti nelle aree a rischio. La causa dell’ elevata presenza di arsenico è l’ origine vulcanica della zona, una causa naturale a cui le moderne tecnologie consentono di provvedere. Nei viterbesi, la concentrazione della sostanza nelle unghie è risultata pari a 200 nanogrammi per grammo contro gli 82 nanogrammi di un gruppo di controllo nella popolazione generale. Per l’ Oms l’ arsenico è un elemento cancerogeno per il quale l’ Ue ha disposto dal 2001 precisi limiti. E, con l’ arsenico nell’ acqua, è a rischio pure la catena alimentare. Concentrazioni di arsenico superiori ai livelli consentiti sono state rilevate nel pane, mentre l’ analisi degli ortaggi è ancora in corso. Il responsabile dello studio dell’ Istituto superiore di Sanità (Iss) Francesco Cubadda, non fa allarmismo: «Le ricerche mirate sono una condizione essenziale per l’ adozione di misure di tutela sanitaria adeguate ed equilibrate». Inoltre, precisa l’ esperto, «esposizione non equivale automaticamente a rischio per la salute, poiché vi è ancora incertezza sull’ esistenza o meno di effetti dell’ arsenico inorganico ai livelli misurati nel Lazio». Ma l’ emergenza arsenico ha già prodotto una montagna di problemi, come a Capranica dove si fanno le file alle casette dell’ acqua come nel dopoguerra. E si distribuiscono «buoni acqua» come un tempo le «tessere del pane». E intanto il Comune, denuncia il sindaco angelo Cappelli, «si è indebitato per aiutare bambini, anziani e donne incinte». Capranica è uno dei Comuni con concentrazioni di arsenico più elevate di tutta la provincia di Viterbo: è a quota 43 microgrammi per litro quando il limite consentito è 10, conta circa 7.000 abitanti. Ci sarebbe bisogno di due impianti di dearsenificazione ma nessuno è ancora funzionante. Nella provincia di Viterbo in 40 comuni – su 60 in totale – sono in vigore dal primo gennaio specifiche ordinanze per combattere il problema arsenico: i sindaci in pratica hanno dichiarato la non potabilità dell’ acqua. In base alle ordinanze in vigore gli unici utilizzi consentiti sono il lavaggio di indumenti, stoviglie e ambienti, scarico water e impianti di riscaldamento. Vietato bere, cucinare, preparare alimenti e bevande, perfino lavarsi i denti. Non si può fare la doccia nel caso in cui si abbiano patologie cutanee. Anche se il quadro è migliorato rispetto al 2009, rileva l’ Istituto Superiore di Sanità, quando «a rischio» per l’ emergenza arsenico nell’ acqua erano 90 Comuni del Lazio per un totale di 854.000 abitanti, oggi la situazione resta ancora di emergenza per 50 comuni complessivamente (45 della provincia di Viterbo e 5 di Roma con un totale di 260mila residenti). Bar, ristoranti, pasticcerie e chiunque lavori con l’ acqua avrebbero dovuto già dotarsi di un impianto del costo di circa 20.000 euro, ma non tutti hanno potuto permetterselo. Il ministro Balduzzi ha fatto, ieri, una dichiarazione polemica nei confronti dell’ ex presidente del Lazio Polverini, che avrebbe dovuto, da gennaio, lavorare a un cronoprogramma che, invece, non è stato presentato. Ieri una telefonata con Nicola Zingaretti, ministro e presidente di regione si vedranno la settimana prossima.
        

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