9 Agosto 2002

Vitelli dopati: controanalisi negative

Vitelli dopati: controanalisi negative

Disposto il dissequestro degli allevamenti di Gualtieri e Luzzara
Ma dopo i casi scoperti in luglio restano i dubbi dei veterinarii dopati: controanalisi negative

GUALTIERI. «Esito negativo»: con uno scarno comunicato il servizio veterinario dell`azienda Usl annuncia la negatività degli accertamenti svolti sui campioni di urine inviati all`istituto zooprofilattico di Brescia sulla ricerca di tracce di boldenone nei vitelli. Ora si stanno predisponendo i documenti necessari alla revoca dei provvedimenti di sequestro scattati per gli allevamenti di Gualtieri e Luzzara; per quanto riguarda gli allevamenti di Novellara, invece, solo uno di questi potrà essere considerato libero di porre sul mercato i vitelli controllati dai veterinari a partire dal 25 luglio scorso.
Per gli altri tre, i cui risultati non hanno convinto il laboratorio bresciano, bisognerà aspettare che vengano svolti ulteriori controlli. I 511 campioni erano stati raccolti dai veterinari dell`Usl di Guastalla alla fine di luglio nei sei allevamenti in cui precedenti prelievi a campione, una decina circa, avevano rivelato la presenza del boldenone nelle urine. A Brescia le urine sono state sottoposte ad uno screenig rapido, denominato «Elisa». Nel caso il test non rilevi nulla, può essere disposto il dissequestro degli allevamenti controllati. Se «Elisa» rileva dati che possano far pensare all`uso di anabolizanti per favorire la crescita muscolare dei vitelli, scattano controlli più approfonditi, che possono richiedere anche 40-45 giorni. Nel frattempo gli animali non possono essere immessi sul mercato alimentare. Diverso il destino di quei vitelli «trovati positivi» fin dai prelievi effettuati a maggio: dovranno essere abbattuti e le carcasse distrutte.
CARNE PREGIATA. Ma il problema boldenone, seppur rientrato in termini di allarme sulla produzione di carne bianca – molto apprezzata e… rincarata dopo la Bse – è lungi dall`essere risolto completamente con i veterinari, non solo in Italia ma in tutta Europa, divisi tra chi sostiene che l`anabolizzante sarebbe d`origine endogena, cioè prodotta direttamente dagli animali con la metabolizzazione del foraggio, e chi sostiene che il boldenone possa solo essere somministrato ai vitelli in maniera fraudolenta.
TANTI DUBBI. Esperti divisi anche sull`esistenza di due tipi di molecole del boldenone, l`Alfa ed il Beta: molti veterinari, tra cui gli esperti della Codacons, sostengono che il betaboldenone sia solo di origine sintetica, quindi non è possibile che si sviluppi in maniera endogena negli animali. Neppure la soglia minima accettabile di boldenone presente nelle urine è condivisa dai veterinari, che si dividono nuovamente sui valori che potrebbero – il condizionale è assolutamente d`obbligo – essere pericolosi per l`uomo provocando sterilità e insorgenza di tumori.

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