14 Maggio 2005

Vite rovinate dal fumo, ora chiedono i danni

SENIGALLIA – Il fumo gli ha rovinato la vita e adesso due senigalliesi sono intenzionati a chiamare in giudizio le multinazionali del tabacco. La recente sentenza del tribunale di Roma che ha condannato il ministero dell`Istruzione a pagare 400 mila euro di risarcimento agli eredi di una donna morta per un tumore causato dal fumo passivo ha riacceso il dibattito su una delle questioni più dibattute degli ultimi anni. La causa è stata seguita dai legali del Codacons.

“Nella Marche – spiega il responsabile regionale Corrado Canafoglia – sono state istruite due cause per danni da fumo ed entrambe sono riguardano due senigalliesi. Vorrei precisare subito che a differenza della vicenda del ministero dell`Istruzione, l`azione legale che siamo intenzionati ad avviare nelle Marche riguarda due fumatori “attivi“, due tabagisti affetti da enfisema il primo polmonare e di una forma tumorale, l`altro“.

Il Codacons sottolinea che tutto parte dal primo comma dell`articolo 32 della Costituzione Italiana che parla di tutela della salute come diritto fondamentale. “La causa che sta facendo molto parlare di se ha una enorme importanza perché è stata accertata la riconoscibilità del tumore da fumo passivo“. I passi che seguirà l`associazione dei consumatori. “Stiamo studiando la possibilità ricorrere contro le multinazionali del tabacco. I due “nostri“ assistiti sono fumatori sin da una fase antecedente la legge che ha imposto alle aziende produttrici di sigarette di porre sui pacchetti le avvertenze sulle conseguenze del fumo. Ad oggi i nostri consulenti stanno lavorando sulle perizie mediche che attestino lo stato di salute di queste due perone“.

Negli Usa le multinazionali del tabacco hanno già subito pesanti condanne risarcitorie anche per gli effetti nocivi dovuti alla dipendenza. Le analisi avrebbero riscontrato che tra gli “ingredienti“ classici delle sigarette c`era addirittura la cioccolata. In Italia le cause per i danni dovuti al fumo hanno sono storia recente rispetto ad altre nazioni. Ad esempio nel maggio 2001 aveva fatto scalpore l`indennizzo di circa 250 mila euro concesso ad una donna australiana ammalatasi di tumore alla laringe. Solo 4 anni fa ma dal punto di vista giuridico sono davvero altri tempi dato che le azioni legali per danni provocati dal fumo erano agli albori. Ecco perché probabilmente non è un caso che quella cifra fosse molto al di sotto di quella stabilita oggi dal tribunale di Roma. La prima sentenza choc dello “stivale“ è datata febbraio del 2002 quando il tribunale di Milano aveva infatti pronunciato la condanna per omicidio colposo nei confronti di due dirigenti di una banca dove lavorava una donna morta per crisi respiratoria imputata proprio al fumo passivo. “Una volta che avremo tutto quanto necessario depositeremo ufficialmente gli incartamenti. Ancora non abbiamo deciso se interessare il Foro di Roma o quello di Ancona“. Corrado Canafoglia ha voluto infine sottolineare che “ancora oggi molti consumatori si preoccupano e ci interpellano per questioni riguardanti beni di consumo, quasi giornalieri quelle per le garanzie di telefonini ed elettrodomestici, senza pensare invece a situazioni molto più importanti come appunto quelle per gli effetti da Pm10, elettrosmog, inquinamento acustico, alcol e naturalmente fumo“.

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