17 Febbraio 2020

VITALIZI: CODACONS DENUNCIA LA COMMISSIONE CONTENZIOSA PER ABUSO DI ATTI D’UFFICIO

     

    LEGGE PREVEDE PER PUBBLICI UFFICIALI OBBLIGO DI ASTENERSI IN CASO DI CONFLITTO D’INTERESSI

    ANCHE NEL CONSIGLIO DI GARANZIA (CHE DOVRA’ DECIDERE IN APPELLO) SITUAZIONI DI PALESE CONFLITTO

    I membri della Commissione Contenziosa del Senato, organo che sarà chiamato il prossimo 20 febbraio ad esprimersi sui ricorsi di 700 ex parlamentari contro il taglio dei vitalizi, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Roma per abuso d’ufficio. A presentare l’esposto il Codacons, dopo le gravi notizie circa i palesi conflitti di interesse che investono alcuni membri della Commissione.
    L’art. 323 del Codice penale prevede espressamente che “il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto, è punito con la reclusione da uno a quattro anni”.
    “In virtù della legge vigente i membri dell’organo in situazione di conflitto avrebbero dovuto dimettersi, consentendo la nomina di altri commissari – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ma così non è stato, e oggi la Commissione Contenziosa appare in una grave situazione di stallo che mette a rischio qualsiasi decisione sui vitalizi”.
    Non solo. Possibili conflitti di interesse investono anche il Consiglio di Garanzia, il secondo grado di giudizio al Senato che dovrà decidere in autodichia sui ricorsi presentati contro le sentenze della Commissione contenziosa. Il presidente del Consiglio è infatti il senatore di Forza Italia Luigi Vitali parlamentare alla quinta legislatura che ha tutto l’interesse a mantenere in vita i vitalizi.
    Pertanto il Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Roma, chiedendo di accertare se le mancate dimissioni dalla Commissione di membri in situazione di conflitto possa configurare l’ipotesi di abuso d’ufficio ai sensi dell’art. 323 c.p., e chiede al Senato di sospendere il procedimento fino a nuove nomine in seno all’organo che garantiscano terzietà e trasparenza.

     

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