30 Luglio 2002

Vita carissima. Cresce la protesta

Vita carissima. Cresce la protesta

Anche a Gorizia malcontento contro i rialzi dei prezzi. Decine di telefonate




La vita si fa sempre più cara, anche in una città piccola e tranquilla come Gorizia. Aumenta tutto, o quasi, e ad accorgersene sono tutti, o quasi: al mercato le massaie, come in autostrada i professionisti, in tabacchino i fumatori, come al cinema i ragazzini. Ma se la borsa della spesa si fa sempre più pesante, anche il coro delle proteste dei consumatori si leva sempre più alto.
La conferma giunge dall?Adoc, l?associazione per la difesa e l?orientamento dei consumatori che a Gorizia ha sede in via Rossini. «Ogni giorno – dichiara il presidente dell?Adoc, Ugo Previti – riceviamo un buon numero di telefonate da parte di persone che si lamentano per l?ormai costante tendenza al rialzo dei prezzi. Ci chiedono la ragione e ci pregano di intervenire, nella speranza di riuscire a porre un freno a una situazione che grava soprattutto sulle spalle delle famiglie più disagiate».
Ebbene, sembrerà una monotona ripetizione, ma all?origine di ogni male l?associazione dei consumatori mette ancora una volta l?euro. «Proprio così – continua Previti – l?entrata in vigore della moneta unica europea ha spalancato le porte ad aumenti dei prezzi spesso ingiustificati. Ecco perché, assieme ad Adusbef, Codacons e Federconsumatori, il 5 luglio scorso l?Adoc ha promosso una giornata di sciopero degli acquisti: una manifestazione unica nel suo genere e attraverso la quale si è voluto dare voce al disagio dei cittadini di tutta la penisola».

Dati alla mano, ecco una sintesi dei prodotti e dei servizi che hanno subito gli aumenti più marcati nel solo mese di luglio. «Cominciamo dal canone della Telecom, che in Italia conta 18 milioni e mezzo di utenti: 0,94 centesimi in più al mese, per un totale di 17 milioni 390 euro – spiega Previti -. Questo significa che l?intero importo del canone, comprensivo anche di questi ultimi aumenti, costa agli italiani 268 milioni di euro al mese e 3 mila 216 all?anno. Un?altra voce importante nel bilancio di famiglie e aziende è quella della luce: in luglio si è avuto un aumento del 3,3%, che corrisponde a 0,003 centesimi in più per chilowattora. Se pensiamo che una famiglia consuma circa 300 chilowattora al mese, in un anno vedrà la bolletta lievitata di 10,80 euro. Lo stesso dicasi per il gas: aumento del 2,1%, pari a 0,007 euro per metrocubo. Considerato un consumo medio mensile per famiglia di 90 metricubi, l?aumento sarà di 0,63 euro al mese e 7,5 euro all?anno».
Cattive notizie anche per chi possiede un?automobile, ma anche una moto o un semplice motorino: ai 32 milioni di assicurati Rca in Italia è toccato ?ingoiare? un incremento pari a una media del 15% delle tariffe. «L?aumento – commenta Previti – penalizza fortemente i neopatentati e, in generale, tutti coloro che abitano in zone a rischio, da Napoli a Palermo». Nel mirino dell?Adoc anche i dati diffusi dall?Istat: «Sappiamo che i numeri forniti dall?Istituto nazionale di statistica in merito all?inflazione sono visti con diffidenza dai cittadini. L?Adoc – dichiara il suo presidente – intende portare alla luce il malcontento di tutti i consumatori che negli ultimi mesi hanno visto aumentare il costo della vita e, al tempo stesso, diminuire il loro potere di acquisto anche di beni indispensabili». Ed ecco alcuni esempi, con la percentuale d?incremento calcolata dall?inizio dell?anno ad oggi: si paga di più in autostrada (2,21%), su bus e metrò (29%), al museo (7%), al cinema (10%). Chi ama scommettere spende il 16,2% in più per le lotterie, il 93,6% in più per il lotto, il 21% in più per il totocalcio e il 45,2% in più per il gratta e vinci. Nella borsa della spesa: farmaci (+0,41%), abbigliamento (+25%), carne di vitella (+15%), prodotti ittici (+18%), frutta e verduar (+20% medio con punte fino al 35%). Sotto il braccio, un giornale più caro del 12% e, in tasca, un pacchetto di sigarette più caro dello 0,89%. Infine, occhio al canone Rai (+1,46%), ai telegrammi (+25%) e alle parcelle dei notai (+25%). Non resta che berci sopra un buon caffé, senza prestare attenzione, naturalmente, all?aumento del 10% per tazzina.

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