27 Ottobre 2012

Visite non fatte, il conto dell’ Asl

Visite non fatte, il conto dell’ Asl

OLTRE DODICIMILA richieste di pagamento da parte di Equitalia sono arrivate nella posta delle famiglie polesane, l’ altro ieri. Si tratta di avvisi per visite ospedaliere prenotate e non effettuate, ma mai disdette, che risalgono anche a qualche anno fa. Per quale tipo di prestazione però, non è dato sapere, tanto che chi ha ricevuto la comunicazione, sbigottito dalla scadenza per il pagamento al 30 ottobre, ieri mattina si è precipitato all’ ufficio relazioni con il pubblico dell’ Ulss 18, sia in cittadella sanitaria che all’ ospedale, a chiedere spiegazioni. Soltanto lì, trovando code chilometriche e poche risposte, ognuno di loro ha capito di non essere il solo in quella situazione. «SULLA LETTERA che ho ricevuto io, c’ è scritto che devo pagare 19,95 euro per una visita prenotata alla cittadella sanitaria per agosto del 2010, che non ho fatto e non ho disdetto per tempo ? spiega Angelo Pelà di Fratta Polesine, una delle tante persone in coda ? così sono venuto a chiedere spiegazioni: non ho mai prenotato nulla alla cittadella, non so neanche cos’ è e com’ è fatta? ». Alla fine, dal momento che neanche gli operatori dell’ Ulss 18, spulciando nel computer, sono riusciti a risalire alla fantomatica prestazione sanitaria, Angelo non ha pagato, in attesa di un controllo più serio e preciso, ma il suo caso non è l’ unico. «Io dovrei pagare 11,85 euro per la mancata disdetta di un appuntamento del 15 gennaio 2010 all’ ospedale di Trecenta e 18,95 euro per lo stesso motivo ma all’ ospedale di Rovigo, il 3 marzo 2011 ? racconta, carte alla mano, Delfino Magon di Lendinara ? la lettera l’ ho ricevuta giovedì, la scadenza per pagare è martedì, non mi sembra corretto, tanto più che non c’ è data di spedizione e non è nemmeno una raccomandata, così mi sono rivolto al Codacons, perché per sapere almeno di che tipo di esami si tratta, serve una richiesta scritta e l’ associazione dei consumatori me ne ha preparata una che ho consegnato all’ Ulss 18. Ora resto in attesa di chiarimenti». PARTICOLARE è la vicenda accaduta a Giuliano Rizzo di Boara Polesine, che risale al gennaio scorso, quando la suocera 90enne aveva bisogno di una visita urologica per l’ assegnazione dei pannolini. «All’ Ospedale Civile ci hanno spiegato che serviva una certificazione firmata da un medico e ci hanno preso un appuntamento al policlinico di Rovigo, dove siamo andati i primi di febbraio ? racconta l’ uomo ? ma lì, l’ urologo ci ha detto che non era abilitato a rilasciarci questo documento e ci ha rispedito all’ Ulss 18 dove siamo andati a chiedere spiegazioni, con tutto il disagio che ciò comporta per una persona così anziana. Tornati al centro prenotazioni ? continua Rizzo ? ci hanno spiegato che c’ era stato un errore e che ci avrebbero prenotato una visita per il 10 febbraio, quella che adesso Equitalia mi chiede di pagare. Ma io, quella prenotazione, non l’ ho neanche mai vista ? sottolinea ? perché quel giorno mi sono arrabbiato e mi sono rifiutato di andarmene senza una soluzione, dal momento che l’ errore non era stato mio, allora gli operatori si sono messi in moto e dopo un po’ mi hanno detto che era tutto a posto e che quella visita prenotata l’ avrebbero disdetta loro e, infatti, da allora la pratica per i pannolini è andata avanti e non abbiamo dovuto fare più nulla, salvo poi ricevere questo sollecito di pagamento per una visita che non ho neanche mai richiesto». UNA SORPRESA che non ha di certo fatto piacere ai dodicimila destinatari, ma nemmeno ai dirigenti dell’ Ulss 18 che dell’ invio dei solleciti, da Equitalia, non erano nemmeno stati informati e ieri si sono trovati centinaia di persone in ospedale che ponevano loro domande alle quali nemmeno sapevano di dover rispondere e si sono attrezzati come hanno potuto. Di fatto, pochi hanno pagato, perchè tutti vogliono riferimenti precisi al tipo di visita, che la lettera di Equitalia non dà. Milena Furini.

 

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