Visite fuori orario, aggrediti medici all’ Ingrassia
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Minacciato e poi picchiato semplicemente perché avrebbe chiesto ai parenti di una degente, che pretendevano di farle visita fuori dall’ orario consentito, di andarsene. È così che martedì sera un ginecologo del reparto di Ostetricia e ginecologia dell’ ospedale Ingrassia ha rimediato 10 giorni di prognosi, mentre 5 sono quelli stimati per una collega intervenuta per difenderlo. Ancora un’ aggressione, dunque, in una struttura sanitaria, che solo l’ intervento della sicurezza e poi della polizia ha consentito di fermare. La direzione dell’ Asp ha condannato il comportamento dei famiglia ri della paziente ed espresso la sua solidarietà «ai due medici che con scrupolo e professionalità assolvono il proprio lavoro», sottolineando che «non faremo mancare il supporto ed il sostegno in tutte le sedi opportune costituendoci parte civile in un eventuale giudizio a carico di chi con la violenza e la vile sopraffazione vuole prevaricare suoli e regole». Episodi ormai sempre più diffusi, come rimarca ilpresidente dell’ Ordine dei medici Toti Amato: «Quest’ anno un medico su due è stato aggredito verbalmente e 4 su 10 hanno subito violenze fisiche, numeri incredibili, sempre in crescita». E sollecita il governo: «Serve l’ arresto immediato, basta indignarsi o esprimere solidarietà. Il ministro acceleri l’ iter del disegno di legge antiviolenza contro tutti i professionisti sanitari che non ha ancora visto al luce ed è incardinato in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Il testo riconosce ai medici lo status di pubblico ufficiale e così i reati commessi in loro danno sono puniti con pene aggravate e possono essere perseguiti d’ ufficio». Anche il Codacons ha lanciato una campagna di sensibilizzazione: «La violenza non ti cura, oggi mi picchi e domani potrei doverti curare… pensaci», è questo lo slogan. E il segretario nazionale dell’ associazione dei consumatori, Francesco Tanasi, annuncia che l’ iniziativa proseguirà in tutta l’ Isola, sistemando degli adesivi con la scritta «Sanità no violenza no lunghe liste d’ attesa» negli ospe.
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