11 Settembre 2013

Visco: preoccupa l’incertezza politica

Visco: preoccupa l’incertezza politica

Il Pil italiano è ancora una vol-
ta in calo, per l’ottava volta con-
secutiva, nel secondo trimestre
di quest’anno: 8 trimestri di fila,
equivalgono a 24 mesi, 2 anni.
Ma all’orizzonte iniziano a pro-
filarsi segnali di miglioramento
e di un possibile stop al calo della
produzione. Anche se sugli sce-
nari futuri di ripresa aleggia un
rischio non irrilevante: quello
dell’instabilità politica.
I chiaroscuri di una congiun-
tura tuttora debole, ma che ini-
zia a mostrare spiragli di luce
infondo al tunnel sono stati trac-
ciati ieri dall’Istat e dal gover-
natore della Banca d’Italia Igna-
zio Visco. Mentre gli occhi sono
ora puntati sulle previsioni di
Confindustria di oggi, ma so-
prattutto sulle nuove stime che il
governo inserirà nell’aggiorna
mento del Def, atteso prima del
20 di settembre. Il Tesoro ha già
fatto sapere che il -1,3% previsto
dal governo per il 2013 sarà rivisto al ribasso nonostante si
punti su una ripresa negli ultimi
mesi dell’anno.
Pil in calo
A completare una se-
quenza di cali consecutivi co-
minciata nel terzo trimestre del
2011, il secondo trimestre di que-
st’anno ha visto un calo del Pil
dello 0,3% (-2,1% a livello ten-
denziale), rivisto dall’Istat al ri-
basso rispetto alle previsioni di
agosto scorso (-0,2% e -2%). Al
momento il Pil acquisito segna
un -1,8%: questo in pratica è il
risultato di fine anno se il terzo e
il quarto trimestre dovessero far
registrare crescita zero. Ma di
buono, evidenziano i tecnici
dell’istituto di Statistica, c’è che
in termini di valore aggiunto
«dopo diversi trimestri la caduta
dell’industria si è attenuata».
Bankitalia
Un’evidenza di mi-
glioramento che rispecchia an-
che i segnali di ottimismo diffusi
dal numero uno di Bankitalia. «I
recenti indicatori sono coerenti
con un graduale miglioramento
dell’economia» ha detto Visco
alla platea di un convegno al mi-
nistero degli Esteri. Ma attenzio-
ne, è stato il suo monito, l’attuale
incertezza politica potrebbe pe-
sare sulla ripresa. «I rischi al ri-
basso di questo scenario – ha os-
servato infatti – sono accresciuti
dalle preoccupazioni degli inve-
stitori per l’instabilità politica».
In Italia, del resto, la recessio-
ne è stata «più lunga e più pro-
fonda che nella maggior parte di
altri paesi». Ma il numero uno di
Palazzo Koch difende le politiche
economiche degli ultimi anni e
ricorda che «l’aggiustamento di
bilancio è stato indispensabile
nei paesi economicamente più
fragili, tra cui l’Italia, per evitare
il rischio di perdere accesso al
mercato, cosa che avrebbe fatto
precipitare la crisi».
I dati Istat
Effettivamente anche
i dati dell’Istat confermano una
situazione italiana più critica ri-
spetto a quella dei grandi partner
Ue e internazionali. Nel secondo
trimestre, infatti, il Pil è cresciuto
in termini congiunturali dello
0,7% in Germania e nel Regno
Unito, dello 0,6% negli Stati Uni-
ti e in Giappone e dello 0,5% in
Francia. Mentre nel complesso, il
Pil dei Paesi dell’area Euro è au-
mentato dello 0,3%. In Europa
«la ripresa è ora a portata di ma-
no – ha incalzato ancora il go-
vernatore – ma i rischi al ribasso
restano significativi. Se vogliamo
cogliere l’opportunità non pos-
siamo rilassare i nostri sforzi». A
suo parere «la chiave del suc-
cesso sarà la determinazione
condivisa a procedere verso
un’Unione Europea a tutti gli ef-
fetti. La prova della nostra de-
terminazione è la costruzione di
una Unione Bancaria efficace».
Meno ottimisti invece i con-
sumatori e commercianti. I dati
sul Pil diffusi dall’Istat mostra-
no, secondo il Codacons, che «la
famosa previsione di una cresci-
ta per l’ultimo trimestre dell’an
no era un miraggio».

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