1 Novembre 2020

Virus, tragedia al Gonzaga: 6 anziani morti in ospedale

IL DRAMMAI I primi sintomi da Covid nella Rsa San Luigi Gonzaga di Ladispoli, poi il viaggio in ospedale. Per sei dei 18 ospiti portati via in ambulanza, purtroppo, non c’ è stato nulla da fare. Sono deceduti nel silenzio in questi giorni nelle rispettive stanze delle terapie intensive del Gemelli, del Sant’ Eugenio e del San Filippo, anche se la notizia è stata diffusa solamente ieri dal direttore amministrativo della struttura, Angelo Monaldi. Non ne erano al corrente né Asl, né il sindaco Alessandro Grando. Neanche la popolazione, quindi. Cinque delle sei vittime sono risultate positive al Coronavirus. Il bilancio è tragico: tre ladispolani sono mancati ai loro cari, si tratta di due donne rispettivamente di 85 e 89 anni e diun uomo di 85. Nell’ elenco anche una cerveterana 94enne, un uomo e una donna originari di Fiumicino. E almeno altri 12 degenti del Gonzaga si troverebbero ancora in ospedale. Non si sa di preciso quando il maldetto virus sia entrato nella casa di cura che si trova sulla via Aurelia di fronte alla Casa della salute. Forse intorno al 10 settembre, giorno in cui l’ Asl Rm 4 allertò la stessa Rsa confermando che una degente era positiva dopo essere stata ricoverata al Policlinico Gemelli. Da lì è stato un crescendo che ha portato i vertici della struttura a stabilire varie misure di sicurezza e il Dipartimento di prevenzione della Asl ad eseguire i tamponi a tutti, dipendenti compresi. Test che si sono ripetuti quasi quotidianamente. La curva è salita in modo esponenziale fino all’ ultimo bollettino che ha determinato una zona rossa all’ interno del San Luigi Gonzaga, con ulteriori 33 ospiti positivi, poi una zona arancione con 15 allettati e monitorati attentamente e 28 che invece si trovano nella zona bianca dei negativi. Venerdì scorso la commissione di Controllo Asl ha eseguito una ispezione nell’ edificio per verificare quali precauzioni siano state adottate. INFORMAZIONI CARENTI La direzione della Rsa non sa di preciso dove si trovino tutti i pazienti prelevati con i mezzi del 118. «Noi davvero stiamo facendo il possibile dice Angelo Monaldi ma gli ospedali e tutti i sanitari sono molto impegnati evidentemente ed è complicato riuscire a reperire notizie. Sembra incredibile, ma è così. Ci troviamo in pieno cluster e speriamo di essere all’ apice in modo tale che possa iniziare la fase discendente». Difficile capire quando e come abbia avuto inizio questo incubo a Ladispoli. «Gli ospiti non sono stati mai fatti uscire da marzo scorso ribadisce il direttore amministrativo Monaldi e i rispettivi familiari non hanno mai avuto contatti con loro. Qui entravano solo i dipendenti, naturalmente e qualche medico di base. Non è il caso di colpevolizzare qualcuno, specie in questo momento. Tra Ladispoli e Cerveteri ci sono oltre 400 contagiati. Questo virus è maledetto, non si capisce bene come venga propagato. Da come ci è stato detto, nel giro di un’ ora può aggravare lo stato di salute di alcune persone. Ora dobbiamo tenere duro. L’ umore dei degenti ci preoccupa, ma i nostri terapisti cercano di scambiare con loro quattro chiacchiere visto che non possono neanche uscire fuori per una passeggiata». LE MOSSE DI REGIONE E ASL Non è da escludere, a questo punto, che la Rsa di Ladispoli si trasformi in un centro Covid, come accaduto ad esempio alla Madonna del Rosario di Civitavecchia e gli ospiti ancora negativi vengano trasferiti altrove. Un’ ipotesi che l’ Asl avrebbe già sottoposto alla Regione cui spetta la decisione finale. Regione che, considerata la gravità della situazione, a sua volta potrebbe chiedere formalmente un audit alla struttura sulle procedure messe in atto. Un’ azione che verrebbe presa in sinergia con l’ Asl stessa. Nel frattempo i parenti degli ospiti non positivi e isolati sono in ansia e chiedono continuamente rassicurazioni. Chi ha i familiari negli ospedali telefona disperatamente a medici e infermieri sperando in miglioramenti. SITUAZIONE CRITICA In città, dopo la tregua concessa venerdì scorso (cinque contagi al cospetto però di cinque guariti), ieri lo scenario è cambiato di nuovo in peggio, con 17 residenti risultati positivi al Covid. I dati complessivi ora vedono Ladispoli a quota 277, un record decisamente al negativo. In queste ore, i movimenti di opposizione in consiglio comunale hanno chiesto un tavolo di confronto con la maggioranza per la gestione dell’ emergenza, oltre alla riapertura del Centro operativo comunale. La giunta per ora si è limitata a intensificare i controlli in centro con la Polizia municipale, sensibilizzando i cittadini a comportamenti corretti, quale l’ uso della mascherina e il distanziamento sociale. Mentre il Codacons locale ha invocato l’ arrivo dell’ esercito. Emanuele Rossi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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