7 Maggio 2020

Virus, decessi e strutture sanitarie, la procura muove i primi passi

FERRARA La procura muove i primi passi all’ interno dei nebulosi confini dell’ epidemia da Covid-19. Pur in misura minore rispetto ad altre province della regione e ai territorio martoriati della Lombardia, anche la provincia di Ferrara ha pianto numerose vittime, molte delle quali ospiti di case di riposo e strutture per anziani. Luoghi in cui la malattia si è diffusa con particolare virulenza. E anche nel nostro territorio non è mancato chi, a diversi livelli, ha chiesto di fare luce, sia sui decessi di parenti e congiunti che sulla gestione stessa dell’ emergenza. In questo complicato contesto, la procura non è rimasta con le mani in mano. A quanto si apprende, infatti, negli uffici di via Mentessi è già stata avviata un’ inchiesta. La notizia dell’ apertura di un fascicolo – probabilmente il primo sul Coronavirus nella nostra provincia – ha trovato conferma nelle scorse ore da ambienti investigativi. Al momento, però, sui dettagli il riserbo è massimo e le indagini sono ancora agli inizi. Sui contenuti filtra solo qualche indiscrezione. Al vaglio potrebbe esserci un decesso sul quale sono arrivate segnalazioni. Non si esclude però che – qualora ci siano elementi – la lente di ingrandimento possa allargarsi sulla gestione dell’ epidemia nelle strutture del territorio. Questo anche a seguito dell’ attenzione dei familiari degli ospiti e delle istituzioni, sanitarie e non. Ma al momento, va chiarito, si viaggia ancora nel campo delle ipotesi. Il fascicolo c’ è, ma i primi atti sono ancora allo studio dei magistrati. Sul delicato fronte dei decessi nelle residenze per anziani, qualche settimana fa era intervenuto il Codacons. L’ associazione aveva chiesto a tutte le procure dell’ Emilia-Romagna di porre sotto sequestro le salme degli anziani deceduti in queste strutture. «Chiediamo agli inquirenti di sequestrare le salme dei pazienti morti nelle Rsa della regione, e disporre autopsie su tutti i corpi onde accertare le cause dei decessi – era l’ appello di Carlo Rienzi, presidente nazionale del Codacons -. Misura che si rende necessaria per evitare che le case di riposo procedano ad eseguire cremazioni che, di fatto, farebbero scomparire le prove utili ad accertare le responsabilità dei reati commessi a danno dei pazienti delle strutture. E in tal senso le autorità competenti devono temporaneamente vietare le cremazioni in tutta l’ Emilia Romagna». Sempre restando in tema di case di riposo, ad aprile i carabinieri del Nas avevano effettuato controlli in otto residenze sparse sul territorio. A quanto si apprende, da quei controlli non erano emerse irregolarità e nessuno era stato indagato. Nel mirino dei carabinieri del comando tutela della salute erano finiti principalmente la sicurezza sul luogo di lavoro, la presenza di dispositivi di protezione individuale e la gestione degli spazi dedicati ai pazienti positivi al Covid. Federico Malavasi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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