20 Luglio 2009

Virus A, stretta di Londra sui viaggi in aereo

 
British Airways e Virgin: niente imbarco a chi ha i sintomi. In Italia polemiche su Fazio

 
LONDRA Occhi lucidi e tosse al check-in potrebbero costare il viaggio ai passeggeri di British Airways e Virgin Atlantic. Le due compagnie aeree confermano di aver dato istruzioni ai dipendenti per vietare l’imbarco ai passeggeri che mostrano i segni della nuova influenza. D’ora in avanti in caso di sintomi sospetti lo staff di terra dovrà contattare il personale medico dell’aeroporto che effettuerà i controlli di routine. Chi risulterà ammalato e sprovvisto di certificato medico dovrà tornarsene a casa. Le misure straordinarie sono già in vigore a Heathrow e nei principali aeroporti britannici. I sintomi da virus H1N1 sono simili a quelli di una semplice influenza: temperatura elevata, naso e gola arrossati, mal di testa, indolenzimento muscolare. «Abbiamo predisposto un servizio medico attivo 24 ore su 24 ha dichiarato ieri il portavoce delle British Airways . Stiamo cooperando con le autorità sanitarie di tutto il mondo per fornire il massimo dell’informazione a dipendenti e passeggeri». Finora le British hanno registrato solo «pochi casi». Nessuna segnalazione invece per la Virgin Atlantic. «In fondo ha detto il direttore delle comunicazioni della compagnia perché una persona con l’influenza dovrebbe mettersi in viaggio?». All’apertura della stagione delle vacanze, l’Abta, l’associazione nazionale degli agenti di viaggio, rende noto che il costo delle cancellazioni dei viaggi causa influenza sarà coperto dalle assicurazioni. Il Dipartimento della Salute ha invitato i cittadini già all’estero con sintomi riconducibili all’influenza a rinviare il ritorno. Alcuni Paesi come Thailandia, Egitto, Turchia e Cina hanno installato scanner termici per identificare i passeggeri con la febbre. Ormai i britannici dipendono dai bollettini sulla pandemia come dalle previsioni del tempo. Niente panico, è il messaggio che le autorità tentano di far passare nonostante le cifre. Sono 55 mila i nuovi casi registrati nell’ultima settimana, 29 le persone uccise dall’influenza, quattro erano bambini; due, madri che avevano partorito da poco. Le ultime indicazioni del Dipartimento della Salute si rivolgono alle donne incinte. Per ora nessun invito dal governo a rinviare le gravidanze, come aveva invece raccomandato sabato il National Childbirth Trust, accusato di fare allarmismo. Il sito del Servizio Sanitario nazionale è costantemente aggiornato con consigli su come comportarsi: lavarsi le mani ad ogni contatto con superfici potenzialmente contaminate, evitare i luoghi affollati, addirittura «costruirsi una rete di flu friends», gli amici da chiamare in caso di emergenza. L’Italia non è tra i Paesi a rischio indicati dall’Oms. Ieri il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta è intervenuto nella polemica sollevata dal vice ministro della Salute Ferruccio Fazio, che sabato aveva parlato di un possibile rinvio dell’apertura delle scuole in autunno: «Le scuole riapriranno normalmente. Non c’è motivo d’allarme, le autorità sono attrezzate per rispondere a qualsiasi evenienza». «Il vaccino sarà pronto per ottobre ha detto all’agenzia di stampa Apcom l’epidemiologo dell’Istituto superiore di Sanità Giovanni Rezza , sarà necessario per limitare il contagio e ridurre l’impatto dell’influenza ».  Il Codacons ha chiesto alle autorità sanitarie e al ministero dei Trasporti di adottare anche in Italia misure di restrizione sui voli. A breve l’Autorità sanitaria aeroportuale prevede la diffusione di una circolare che aggiorni la lista dei Paesi al ritorno dai quali i viaggiatori dovranno essere sottoposti a controlli. Al Messico, unico Stato finora nell’elenco, si aggiungeranno probabilmente Gran Bretagna e Argentina.

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