3 Gennaio 2010

Virus A, scoppia la polemica Troppe dosi, pochi vaccinati

 
ROMA «Su questa storia dei vaccini sarà forse il caso di far luce in Parlamento». Esplode il «caso influenza A», con il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che avanza forti perplessità sui vaccini contro il nuovo virus acquistati in quantità massiccia, ma anche per l’ allarme sugli arricchimenti e sul relativo danno per le casse dello Stato. «Alla prova dei fatti l’ influenza di quest’ anno si è rivelata simile a quelle del passato e per molti versi più leggera», afferma Gasparri. «Ricordo gli errati inviti in pieno luglio a chiudere le scuole a settembre che il ministro Gelmini e io stesso con lungimiranza stroncammo. Come ai tempi dell’ epidemia aviaria, si comprano quantità ingenti di vaccini poi non utilizzati». Il sospetto è di manovre speculative «a livello planetario di spregiudicate multinazionali» che hanno portato la sanità di «tutto l’ occidente ad accumulare altri debiti». In Italia l’ obiettivo da raggiungere era di vaccinare 24 milioni di persone (il 24 per cento della popolazione) mentre, fino ad oggi, sono state utilizzate meno di 40 mila dosi di vaccino. Tra medici e infermieri solo il 15 per cento ha detto sì al vaccino e non arrivano al 12 per cento gli immunizzati dai 6 mesi ai 65 anni, ritenuti in precarie condizioni di salute. La spesa si aggirerebbe sui 200 milioni di euro per oltre 40 milioni di dosi. E l’ Italia, in confronto con il resto d’ Europa, sembra essere stato il Paese più oculato nell’ acquisto. Margaret Chan, direttore generale dell’ Organizzazione mondiale della Sanità, ora propone di donare i vaccini non utilizzati ai Paesi in via di sviluppo, ma avverte che «anche se il pericolo sembra scampato non bisogna abbassare la guardia perché il virus può ancora mutare». E l’ allerta resta per i prossimi sei-dodici mesi. Intanto è partita la seconda class action ad opera del Codacons: dopo la causa aperta contro le banche Unicredit e Intesa per i rincari successivi all’ abolizione del minimo scoperto, l’ associazione consumatori ha annunciato la citazione in giudizio della Voden Medical Instrument, ideatrice e distributrice del test fai-da-te per l’ influenza H1N1. «Il test è un vero imbroglio», ha dichiarato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Questo strumento – chiamato «Ego test flu» e di cui sarebbero stati venduti «milioni di pezzi» al costo di 14,50 euro l’ uno – non convincerebbe neppure i tecnici del ministero della Salute, a detta dell’ associazione, per la scarsa sensibilità rispetto agli esami di tipo molecolare.

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