11 Agosto 2010

Virus A, incubo finito “Fu un colossale bluff”

Virus A, incubo finito «Fu un colossale bluff»
 

– ROMA – IL PEGGIO è passato. L’ Oms ha dichiarato la fine dell’ emergenza pandemia. Superata la fase acuta, la guerra globale contro la sindrome da A/H1N1 è archiviata. Con un conto di 18.398 morti sparsi in 214 nazioni. In Italia i decessi correlati alla nuova influenza sono stati 229. Numeri importanti, ma inferiori di molto alle stime degli esperti più accreditati, che accompagnarono i giorni della psicosi collettiva. «Non siamo più nella fase 6 di massima allerta – ha annunciato ieri il direttore generale dell’ Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan – il virus non è sparito ma si sta comportando come un normale virus stagionale. Non significa abbassare la guardia, e continuiamo a consigliare le vaccinazioni». ALLA FINE di gennaio il focolaio contagioso si è attenuato, per igienisti e infettivologi che ipotizzavano scenari apocalittici, dobbiamo considerarci fortunati. Si temeva una nuova ondata di spagnola (nel 1957 e nel 1968 rispettivamente un milione e due milioni di morti) oggi invece vediamo che il livello di allarme scende di due tacche e la parabola sui grafici della diffusione della malattia prende la piega discendente, segno che siamo entrati nella fase di esaurimento dopo l’ acme. NEL SETTEMBRE scorso, di fronte a un trend che pareva inarrestabile, il virologo Fabrizio Pregliasco arrivò a dichiarare: «In Italia l’ influenza A potrebbe fare fino a 95.000 vittime su oltre sei milioni di malati» per poi ripiegare su una stima più prudente, con una forbice compresa tra i 12.000 e i 92.000 decessi teorici. I modelli matematici della malattia, un po’ come certi sondaggi elettorali, alla fine hanno virato, e i numeri si sono adeguati di conseguenza. Dalla sua comparsa nel giugno dello scorso anno in Messico, sul virus della nuova influenza che uccideva i giovani per stress respiratorio, e colpiva gli anziani debilitati al cuore e ai reni, ne abbiamo lette di tutti i colori. Ora sappiamo che continua a prediligere i giovani e le donne incinte, ma si sta imparentando con i virus influenzali più tranquilli, al punto che il vaccino per questo ceppo è stato incluso in quello che verrà somministrato dai medici di medicina generale in occasione della campagna autunnale di profilassi. FINISCE COSÌ un incubo, o una telenovela se vogliamo, che ci ha tenuti sul chi vive per tanto tempo, costringendoci a familiarizzare con concetti come adiuvanti, squalene, mercurio, rapporto rischi benefici e incidenti vaccinali. Di questa imponente mobilitazione restano in frigo in Italia, secondo le stime, otto milioni di dosi costate allo Stato circa 60 milioni di euro (7,7 euro per somministrazione). Ma i vaccini, come detto, potrebbero tornare buoni. Anche se, nel giugno scorso, il Consiglio d’ Europa ha criticato certi eccessi nella gestione della pandemia (allarmismo ingiustificato da parte dell’ Oms e spreco di denaro) bacchettando anche i governi nazionali. E il Codacons, forte di questo parere, si dichiara pronto in futuro a denunciare per procurato allarme chiunque tra medici, politici o presunti esperti, pur di fare «un lauto regalo alle case farmaceutiche», annunci disastri, pandemie e similari.
 

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