4 luglio 2017

Violenze in classe su alunni disabili: arrestata maestra

Botte, vessazioni, insulti a bambini di prima elementare. Maltrattamenti andati avanti per anni, tanto che ad incastrare la maestra di una scuola elementare romana del quartiere Appio sono addirittura state anche le testimonianze di ex alunni ora maggiorenni. La donna, 54 anni, è ora finita ai domiciliari. Dei suoi comportamenti anomali, delle lamentele e gli esposti presentati dai genitori negli anni, si sapeva da tempo, nulla però era stato fatto da parte della scuola, se non spostare la docente di classe in classe. Le acque però si sono mosse lo scorso marzo quando i poliziotti hanno raccolto lo sfogo di un collaboratore scolastico che aveva assistitito ad un gesto di violenza contro un bambino di sei anni. Stando al racconto dell’ impiegato comunale la maestra, tenendo il bimbo per un braccio, lo avrebbe colpito con una ginocchiata alla schiena e, non contenta, gli avrebbe poi assestato uno schiaffo in faccia. Violenze continue persino su una bambina con difficoltà psicofisiche a cui la donna avrebbe infilato la testa nel cestino dei rifiuti. I racconti degli alunni dell’ attuale ciclo scolastico, come dei precedenti, sono inquietanti. La maestra costringeva i bambini a tenere il capo chino sul banco per poter mangiare in tutta tranquillità. Gli investigatori del commissariato Appio in questi mesi hanno tracciato un profilo dell’ insegnante ascoltando una ventina di persone tra bambini, genitori ed ex alunni ora maggiorenni. Al momento sono tre le denunce presentate alla polizia. Ora le indagini dovranno accertare anche eventuali responsabilità da parte della scuola e se vi siano state omissioni da parte dei dirigenti. Intanto il Codacons torna a chiedere l’ installazione di «telecamere di videosorveglianza in tutti gli asili e scuole elementari d’ Italia, per controllare l’ operato del personale scolastico ed evitare abusi e violenze che possono avere conseguenze anche gravi». Mentre Fabrizio Reberschegg, dirigente sindacale della Gilda, torna a chiedere «con forza, come facciamo da decenni, che alla luce di questo ennesimo caso venga fatta una proposta di legge sulla cosiddetta mobilità intercompartimentale. Ovvero, prevedere per l’ insegnante che non è più in grado di svolgere il suo lavoro, lo spostamento in altri ministeri. Le cronache degli ultimi mesi hanno registrato ripetuti casi di violenza registrati all’ interno dell’ ambiente scolastico. 13 giugno: bambini presi a schiaffi, insultati, addirittura con epiteti a sfondo razzista, e lanciati sui materassini per cambiarli in un asilo nido abusivo nel quartiere romano del Pigneto. La titolare dell’ asilo e il fratello, che lavorava con lei, finiscono in carcere. 9 giugno: un’ insegnante di scuola dell’ infanzia, di 61 anni, viene arrestata da agenti del commissariato di Manfredonia, in provincia di Foggia, per maltrattamenti ai danni degli alunni. CH.PEL. riproduzione riservata.