Vincono i farmacisti Il governo cede alla terza serrata
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Revocato lo sciopero ad oltranza dopo il rinnovo della convenzione scaduta da 8 anni. Federfarma soddisfatta: usciamo rafforzati
ROMA Alla terza serrata il governo cede. Dopo una convocazione a tempo di record al ministero della Salute, si arriva ad un accordo: nuovo ruolo e garanzie per la categoria. E così, in serata, i farmacisti revocano lo sciopero ad oltranza. Federfarma chiede, e ottiene, il rinnovo della convenzione scaduta da otto anni e, contemporaneamente, rassicurazioni sulla corretta applicazione delle norme previste per la categoria all`interno del decreto Bersani. Il presidente della Federazione Giorgio Siri, è visibilmente soddisfatto, perché l`intesa prevede un “confronto e un lavoro che rafforza il ruolo del farmacista e delle farmacie senza modificare il decreto Bersani“. L`intesa prevede che non esisterà un binomio farmacistafarmacia: la semplice presenza di un farmacista per la vendita di un medicinale non determinerà l`apertura di una farmacia. È questa l`assicurazione principale che i farmacisti hanno giudicato indispensabile per arrivare alla revoca della protesta. “Era un binomio che non potevamo accettare“, taglia corto Siri. Il ministro della Salute, Livia Turco, non può far altro che ringraziare Federfarma. “Sono molto contenta della decisione di revocare lo sciopero“, assicura la Turco in serata, “pensando agli interessi dei nostri cittadini“. Insomma, si riparte dalla Turco. Del resto la porta del ministro Pierluigi Bersani era sbarrata. Il titolare dello Sviluppo Economico – dopo aver modificato la parte del decreto che riguardava i tassisti – non ha alcuna intenzione di rimetterci mano. Il governo, come ribadito dal sottosegretario alla Presidenza Enrico Letta, aveva cominciato a pensare ad un intervento “pesante“. Tanto più che la prossima settimana il Parlamento chiuderà per la lunga pausa estiva. La mediazione concertativa del ministro della Salute – dalla quale dipende la convenzione con il Ssn – salva la faccia al governo, interrompe il braccio di ferro e offre al governo la possibilità di mediare. Tanto più che i disagi cominciano a farsi sentire. Lo sciopero e le code . Mentre a Roma partono le trattative “diplomatiche“, in mezza Italia va in scena lo sciopero. Da Venezia a Palermo, passando per le isole minori, le poche farmacie aperte (tra le 1378 comunali e le 1500 private che devono restare aperte per turno) vengono prese d`assalto con lunghe file per accaparrarsi i farmaci di prima necessità. Tre giorni di sciopero per una categoria che negli ultimi 36 anni anni non ha mai utilizzato questa forma di protesta sono bastati ai cittadini per elaborare il pericolo. Restare senza farmaci è già un problema. Ma se al disagio della protesta si aggiungono i turni delle ferie e l`esodo verso le località turistiche, allora ce n`è abbastanza per precipitarsi in farmacia e fare scorta. Lunghe file ieri sono state registrate in Sicilia, Lazio e Campania. A Roma, addirittura, nelle 38 farmacie comunali aperte l`affluenza è quintuplicata. Ingegnosi e prudenti i farmacisti pugliesi che hanno pensato bene di assumere dei vigilantes per gestire l`afflusso nei pochi esercizi rimasti aperti. Restano schierati contro la serrata la maggior parte dei farmacisti di Piemonte e Lombardia. A Milano come a Torino solo in pochi hanno aderito. Del resto anche il 19 e 26 luglio nel capoluogo lombardo l`adesione alla serrata era stata inferiore alla media nazionale. Alcuni farmacisti avrebbero già ricevuto da Federfarma l`avviso di sanzioni per non aver sostenuto la battaglia della categoria. Consumatori in trincea . Sul sentiero di guerra restano le associazioni dei consumatori. Il Codacons ha annunciato ieri la prima causa di risarcimento contro lo sciopero, con la richiesta a Federfarma di un risarcimento di 500mila euro da parte di una signora romana di 59 anni, malata di cuore e reduce da due interventi chirurgici, che ha bisogno di assumere un farmaco con regolarità. C`è anche chi invita a denunciare ai carabinieri le farmacie chiuse “per omissione di servizio“. Poi però, puntualizzano dall`Adiconsum, “si rivolgano ai pronto soccorso“. Il Movimento Consumatori avverte che “non esiterà a denunciare alle autorità giudiziarie eventuali comportamenti illeciti, anche di singole farmacie private“. Propositivo, invece, il Movimento difesa del cittadino (Mdc) che chiede al ministro della Salute di tener duro sulla “liberalizzazione delle farmacie“. Secondo uno studio del Mdc, abbassando il rapporto farmacie/popolazione si potrebbero aprire almeno 2mila nuove farmacie. Oggi, invece, c`è una farmacia ogni 3.336 abitanti. Offrendo poi gratuitamente le nuove licenze ai farmacisti senza lavoro. ANTONIO CASTRO TUTTI CONTRO IL MINISTRO TASSISTI Il 5 luglio migliaia di tassisti si provenienti da tutta Italia si danno appuntamento a Roma, al Circo Massimo, per protestare contro il decreto Bersani. Da lì alcune centinaia si spostano sotto Palazzo Chigi. Alla fine della giornata Bersani propone un tavolo di trattativa per il 7 luglio, i tassisti accettano confermando lo sciopero nazionale per l`11 luglio AVVOCATI Lungo sciopero degli avvocati contro le liberalizzazioni dell`Ulivo. I “principi del Foro“ si sono fermati dal 10 al 25 luglio. Inizialmente la protesta doveva concludersi il 21, ma le associazioni di categoria hanno poi deciso di proseguire per altri quattro giorni FARMACISTI Protestano contro Bersani anche i farmacisti. I camici bianchi hanno fatto tre giorni di sciopero, il 19, il 26 e il 28 luglio. Nella serata di ieri l`annunciata serrata ad oltranza viene però sospesa. Federfarma chiede, e ottiene, “un tavolo di confronto permanente con il ministro della Salute, e possibilmente con le Regioni, per individuare misure per rafforzare il ruolo delle farmacie nell`ambito del servizio sanitario nazionale“
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