29 Marzo 2016

VINCE LA PAURA Codacons e Confesercenti: “Calo del 5%”

VINCE LA PAURA Codacons e Confesercenti: “Calo del 5%”

Paola Lo MeleUn calo delle presenze di turisti a Roma nel periodo di Pasqua di oltre il 5% rispetto alle festività dello scorso anno. A stimarlo, ieri, è stato il Codacons che ha attribuito la riduzione di turisti in città all’effetto Bruxelles. «Purtroppo i timori di albergatori e imprese del settore hanno trovato riscontro nella realtà ha spiegato il presidente dell’associazione dei consumatori Carlo Rienzi . Se da un lato si è registrata una massiccia presenza di fedeli a Piazza San Pietro per la messa di Pasqua, dall’altro il numero di turisti che hanno scelto la capitale per trascorrere le festività pasquali appare in netta diminuzione rispetto allo scorso anno, come dimostrano i dati sulle prenotazioni alberghiere e presso le strutture ricettive della città». Secondo Rienzi «sul calo delle presenze a Roma pesa senza dubbio l’effetto Bruxelles. La paura di possibili attentati modifica di fatto le scelte dei turisti, specie quelli che non avevano programmato con largo anticipo le vacanze pasquali, i quali hanno preferito mete alternative o rimandato i viaggi. Tutto ciò provoca danni per milioni di euro al settore turistico della capitale e all’intero indotto, con conseguenze negative anche sul fronte dell’occupazione». Nei giorni scorsi, una previsione analoga era arrivata dalla Confesercenti della Capitale: «Dopo la notizia delle esplosioni all’aeroporto di Bruxelles – avevano previsto dalla Assoturismo – c’è rischio di un nuovo black out per il libero spostamento delle persone, nelle prenotazioni alberghiere e nel turismo in generale. Già nel gennaio del 2016 gli arrivi nella capitale di provenienza belga sono stati circa 4 mila e le presenze di circa 10 mila grazie anche ai frequenti voli a basso costo – avevano sottolineato -. La cosa che intimorisce adesso è che torni la paura, cosa che vogliono gli autori di questi fatti ignobili, l’effetto che ha prodotto Parigi nelle settimane successive agli attentati». Intanto, per motivi ben diversi, anche il commercio romano appare in forte sofferenza. Secondo la stessa associazione di commercianti, nei primi due mesi del 2016 nella provincia di Roma si sono perse 94 imprese del settore alimentare e 630 del settore non alimentare, per un totale di 724. «Si tratta di un dato che rielaborato ci consente di stimare la chiusura complessiva di circa 1140 imprese al termine del primo trimestre dell’anno», l’amara sintesi della Confesercenti.riproduzione riservata ®

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