24 Dicembre 2010

Vigilia di natale, ultima corsa per la spesa del pranzo o, a seconda delle abitudini, del cenone di Natale

Vigilia di natale, ultima corsa per la spesa del pranzo o, a seconda delle abitudini, del cenone di Natale. Acquisti predeterminati in ossequio alle tradizioni locali e familiari: se è vero che mangiare giapponese fa tendenza e che il sushi rischia di soppiantare (ahinoi) le acciughe salate, è altrettanto incontestabile che la tavola delle feste resiste alle tentazioni esotiche: una scacciata con cavolfiori e salsiccia resta pur sempre una scacciata con cavolfiori e salsiccia. Così come è difficile, anche se siamo in tempi di crisi, che si rinunci ad acquistare qualcosa di quello che siamo abituati a mangiare fin dalla nostra infanzia. Benvenuta, dunque, la tradizione. L’ invito che arriva da un’ associazione di consumatori, il Codacons attraverso il segretario nazionale Francesco Tanasi, è a ridurre almeno i quantitativi, specie perché si è in tempo di crisi economica. Bando agli sprechi, allora, deve essere il motto del 2010. Il pranzo di Natale, infatti, dovrebbe finire al massimo a Santo Stefano e non certo dopo quasi tre mesi. Anche perché, così facendo, il rischio di ingrassare diventa una certezza. Il dato in vece è che la cena della vigilia e il pranzo di Natale finiscono il 15 marzo. L’ ultima a "morire", stando alle previsioni del Codacons, sarà la frutta secca, che finiremo di consumare in primvaera, seguita da vini e spumanti e dai dolci (panettone, cioccolatini ) che termineremo di gustare a fine febbraio. E il resto della tavola? Sardine e carciofini resisteranno sino a metà febbraio, la frutta fresca sino a fine gennaio; più corta la vita dei formaggi e soprattutto di contorni e secondi di carne, affettati, salse, insalata russa e secondi di pesce. 24/12/2010 nascosto –> –>

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