8 Gennaio 2005

Vigili in borghese per multare i fumatori

Vigili in borghese per multare i fumatori


«Sarà sanzionato solo chi verrà trovato dagli agenti con la sigaretta accesa». I ristoratori: non faremo gli sceriffi




Meno due. Solo un fine settimana separa i milanesi dall?entrata in vigore della legge che mette il freno al fumo nei locali pubblici. E intanto aumentano le polemiche. Prima di tutto su multe e controlli.



FIRENZE SURCLASSA MILANO – A Firenze la polizia municipale impegnerà ogni giorno ben 50 agenti nelle verifiche antifumo nei locali pubblici. A Milano gli agenti saranno sei, più un ufficiale. Forse che sotto la Madonnina il problema non esiste? «No, il fatto è che non ci sarà solo la pattuglia dedicata alla vigilanza antifumo. Altri 30 agenti di polizia annonaria con vari incarichi dovranno accollarsi anche questo nuovo compito», minimizza Riccardo Perini, responsabile della polizia annonaria di Milano.


«NON SIAMO SCERIFFI» – Il rischio è che, assieme alle sigarette, si accendano anche le risse tra vicini di tavolo. «Sia chiaro, noi ristoratori siamo a favore della legge, ma non ci trasformeremo in sceriffi. Non chiameremo certo la polizia o i carabinieri come ci chiede la legge», prende le distanze Alfredo Zini, presidente dei ristoratori milanesi aderenti a Epam-Fipe.
Morale: visto che i locali che hanno creato aree per non fumatori sono il 4 per cento, almeno secondo i dati della Confesercenti, nella stragrande maggioranza dei casi chi va al ristorante non potrà fumare. In teoria. Perché in pratica sono numerosi i fumatori decisi a non rispettare una legge che considerano illiberale. Rischiando multe che vanno da 27,50 a 275 euro (da 220 a 2.200 euro quelle per baristi e ristoratori).
Certo, a chiamare le forze dell?ordine potrebbe essere il vicino di tavolo. Con il rischio, però, di non ottenere granché.
«Per comminare la multa deve essere il vigile ad accertare la violazione», precisa Riccardo Perini, dirigente dell?annonaria. Morale: niente sanzioni per il fumatore che non viene colto sul fatto. Ai vigili dell?annonaria non resterà che fingersi clienti di bar e ristoranti. «Naturalmente in borghese, per non dare nell?occhio», chiarisce Perini. Per il Codacons la sorveglianza delle forze dell?ordine va incentivata. «Effettueremo blitz nei bar di Milano per verificare la corretta applicazione della normativa», promette Marco Donzelli, presidente nazionale.


IL RISCHIO ICTUS RADDOPPIA – Ai fumatori che contestano la nocività delle sigarette del vicino, risponde la Lega per la lotta contro i tumori. «Non ci sono dubbi, il fumo passivo è cancerogeno. E aumenta la probabilità di contrarre malattie respiratorie in genere», dice Ilaria Malvezzi, direttore della Lega per la lotta ai tumori. Secondo il Vas (associazione internazionale non profit che promuove la ricerca e la prevenzione delle patologie vascolari) nei locali in cui si fuma cresce dell?82 per cento il rischio di ictus per i fumatori passivi.


SCUOLE E AZIENDE – L?entrata in vigore della nuova legge aumenta la soglia d?attenzione anche in scuole e aziende. Di fatto il divieto di fumare in classe è già consolidato. Anche se le violazioni sono frequenti. «L?entrata in vigore della nuova normativa sarà lo spunto per discutere la situazione con i dirigenti scolastici e sollecitare un sempre più rigoroso rispetto delle norme», dice Mario Giacomo Dutto, direttore scolastico regionale.
Un giro di vite alle sigarette in azienda è arrivato nel 2003, con il riconoscimento del fumo come agente cancerogeno da parte della Iarc (agenzia internazionale per la ricerca sul cancro). «Grazie a questa presa d?atto si può pretendere che il fumo sia bandito dai luoghi di lavoro», ricorda Rino Pavanello, segretario nazionale di Ambiente e Lavoro, associazione che si occupa di protezione ambientale. La nuova legge ha dato un ulteriore giro di vite.
Da lunedì il divieto di fumo sarà ferreo in tutti i luoghi di lavoro aperti a clienti o utenti esterni.

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