5 Gennaio 2015

VIGILI ASSENTI: DEPOSITATO ESPOSTO CODACONS IN PROCURA E CORTE DEI CONTI

VIGILI ASSENTI: DEPOSITATO ESPOSTO CODACONS IN PROCURA E CORTE DEI CONTI

CHIESTO DI INDAGARE PER INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO E RIFIUTO DI ATTI D’UFFICIO

DISPORRE IL SEQUESTRO DI TUTTE LE CERTIFICAZIONI MEDICHE RILASCIATE AI VIGILI ASSENTI

E’ stato presentato questa mattina l’esposto del Codacons alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti in merito alla vicenda dei vigili urbani della capitale assenti la notte di Capodanno.
Con tale atto l’associazione dei consumatori ha chiesto di fare chiarezza sull’episodio accertando eventuali profili penalmente rilevanti e di verificare il controverso aspetto dei certificati medici rilasciati agli agenti malati.
Si legge nell’esposto:
“L’ art. 328 cod. pen. – reato di Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione “ Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni”. Il reato di cui all’art. 328, comma primo, n. 1, c.p., è un reato di pericolo che si perfeziona ogni qualvolta venga denegato un atto non ritardabile, incidente su beni di valore primario tutelati dall’ordinamento, indipendentemente dal nocumento che in concreto possa derivarne.
In merito poi alla fattispecie di cui Art. 331 Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità che al primo comma dispone “chi, esercitando imprese di servizi pubblici o di pubblica necessità interrompe il servizio ovvero sospende il lavoro nei suoi stabilimenti, uffici o aziende, in modo da turbare la regolarità del servizio, è punito con la reclusione da sei mesi ad un anno e con la multa non inferiore ad euro 516”.
L’interesse tutelato dalla suddetta norma è quello del coretto svolgimento dell’attività amministrativa.  L’elemento oggettivo consiste nell’interrompere il servizio pubblico laddove l’interruzione si ha nel momento in cui viene bloccato l’esercizio di una determinata attività in modo da impedirne la continuazione. E’ necessario, altresì, cosa riscontrabile nel caso di specie, che la condotta sia tale da turbare la regolarità del servizio, e quindi deve sussistere il fondato pericolo di un pregiudizio grave per il cittadino causato dal mancato o cattivo funzionamento del servizio di preminente interesse generale”.

Per tale motivo il Codacons ha chiesto alla Procura di aprire una indagine alla luce delle possibili fattispecie illustrate dall’associazione, e di procedere al sequestro di tutte le certificazioni rilasciate in cui si attesta la malattia dei Vigili per risalire ai medici che le hanno prescritte e verificare la rispondenza all’effettivo stato di malattia degli stessi, agendo in caso di illeciti anche nei confronti dei medici autori delle certificazioni.
L’esposto è stato inviato anche alla Corte dei Conti allo scopo di verificare eventuali danni erariali.

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