22 Maggio 2003

Vietato vietare. Contro Manson solo un appello




Nessun divieto da parte del Comune, ma un appello perché il concerto non si faccia. È ancora bufera sull`arrivo di Marilyn Manson a Milano, annunciato per il 7 giugno al MazdaPalace. Ma Palazzo Marino, che due giorni fa ha presentato una mozione per impedire il concerto, corregge il tiro: «Giuridicamente, l`amministrazione non può vietare lo spettacolo – precisa l`assessore ai Grandi eventi, Giovanni Bozzetti – ma può appellarsi alla società che ha in concessione il MazdaPalace, perché annulli l`appuntamento, sulla base di quanto stabilisce la convenzione col Comune». È, questa, la soluzione suggerita ieri dall`Avvocatura comunale alla Giunta, dopo un attento esame delle carte. Ma il caso spacca la stessa maggioranza, e Rifondazione Comunista ne approfitta per patrocinare lo show di Manson, inserendolo all`interno della «Festa di Liberazione», sotto lo slogan «Contro la censura e per la libertà di espressione».
La mozione contro il concerto di Manson potrebbe essere discussa già oggi in consiglio comunale. Ma più del voto dell`assemblea conterà la decione della «Divier Togni 2 srl», la società che ha in concessione il MazdaPalace e che ha firmato il contratto per il concerto del 7 giugno. «La convenzione col Comune – osserva Bozzetti – prevede che tutti gli spettacoli siano fruibili da minorenni e rivolti a un vasto pubblico familiare. Per questo, nel caso di Manson, ci appelliamo al concessionario perché rispetti queste clausole. In caso contrario, verificheremo come intervenire su di lui». Non tutti, all`interno della maggioranza, sono della stessa opinione. «È un atto illiberale censurare Marilyn Manson», tuona l`assessore al Decentramento, Giulio Gallera. «Decidere di impedire lo svolgimento di un concerto a pagamento, organizzato in un luogo chiuso, perché lo si ritiene “diseducativo“, ritengo rappresenti un gravissimo atto illiberale di censura».
A favore del concerto, l`opposizione: «È intollerabile che il Comune dica che musica si possa ascoltare», dice Pierfrancesco Majorino, segretario cittadino dei Ds. «Se anche Manson fosse fuorilegge – aggiunge Maurizio Baruffi dei verdi – non toccherebbe al Comune intervenire». «È vero che Manson, con la sua musica, rappresenta la provocazione – scrive il Codacons, l`associazione dei consumatori – ma non sono le intemperanze di una rockstar a far commettere reati e omicidi, come qualcuno vorrebbe far credere».
Sulla vicenda, Piero La Falce, amministratore dellegato della Universal Music Italia, la casa discografica di Manson, ha scritto una lettera al sindaco Albertini: «Qualsiasi forma di censura è dannosa per la cultura», si legge. All`attacco della Giunta anche gli organizzatori del concerto. «Questo caso si sta trasformando in un autogol politico per la maggioranza – dice Bruno Chiodi dell`agenzia Harold & Maude – Questo è oscurantismo di bassa lega. Comunque, Reggio Emilia e Torino si sono dichiarate disponibili a ospitare il concerto».

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