6 Gennaio 2015

Vietato l’ accesso, il Norman resta in fiamme

Vietato l’ accesso, il Norman resta in fiamme

Si è concluso ieri il quarto sopralluogo a bordo del Norman Atlantic, ancora avvolto dal fumo del rogo che lo ha colpito lo scorso 28 dicembre sulla rotta Igoumenitsa-Ancona. A salire a bordo è stato di nuovo il pm di Bari Ettore Cardinali, assieme alla squadra della Capitaneria di porto e ai vigili del fuoco, ancora impegnati nelle operazioni di spegnimento dei focolai. «Le condizioni a bordo sono ancora molto difficili per via del fuoco e del fumo», ha detto il comandante della Capitaneria di porto di Brindisi Mario Valente. «La situazione è sotto controllo ma si tratta ancora di una emergenza». Per ora sono stati ispezionati i ponti 4 e 6, mentre è stata rinviata la perlustrazione del ponte 3, reso inagibile a causa delle elevatissime temperature, che in alcuni punti della nave raggiungono i 180°. Pochi giorni fa è stata invece recuperata nella plancia la seconda scatola nera, gemella della prima: la speranza degli inquirenti è di ottenere informazioni sulla causa dell’ incendio che ha consumato il Norman Atlantic. Molte le ipotesi, tra cui quella di un cortocircuito forse causato dai troppi camion -frigorifero collegati alla cella elettrica, ma ancora nessuna cer tezza. «Nelle parti ispezionate non abbiamo trovato altri cadaveri», ha dichiarato il pm Ettore Cardinali. «Ci auguriamo vada avanti così». Il conto delle vittime resta quindi ufficialmente fermo a 11 persone. Per ora sono slittate a lunedì prossimo le autopsie sui corpi delle vittime del naufragio, un rinvio dovuto a un errore di notifica dell’ ambasciata greca alla compagnia Anek Lines. Tra le nove salme al momento in custodia dell’ Istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, è stata identificata anche quella della 15enne albanese Racha Charif. A causa del maltempo non è stato invece possibile recuperare i corpi di altre due persone, avvistati in mare sul luogo dell’ incidente. Intanto il Codacons si è costituito parte offesa alla Procura di Bari, per garantire «una tutela a 360 gradi degli interessi dei viaggiatori». L’ associazione dei consumatori si è offerta di pagare le spese legali durante le prime indagini per i passeggeri italiani del Norman Atlantic e ha nominato un team di medici, legali ed esperti, di cui molti già al lavoro nel processo della Costa Concordia. Ancora nessuna certezza invece sul possibile trasferimento da Brindisi a Bari del Norman Atlantic, che dovrebbe avvenire mediante rimorchio. Per il sopralluogo di ieri è salito a bordo anche un ingegnere del Rina (Registro italiano navale): ora dovrà valutare le condizioni di galleggiamento e stabilità della nave, che per ora presenta un’ inclinazione di 10 gradi e che potrebbe inclinarsi ancora di più a causa dei cedimenti strutturali. L’ esperto però «potrà esprimersi solo quando sarà riuscito a scendere nella parte inferiore della nave», che in questo momento è ancora un inferno di lamiere roventi. Perché i vigili del fuoco riescano a spegnere gli ultimi roghi, avverte il comandante Valente, «ci vorranno giorni».

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