5 Giugno 2013

«Vietate la sigaretta elettronica a scuola»

«Vietate la sigaretta elettronica a scuola»

 

Il parere del Css al ministro della Salute lancia l’ allarmeCONSIGLIATO ANCHE DI IMPEDIRE GLI SPOT L’ ITALIA SULLA SCIA DELLA FRANCIA, DOVE LE E-CIG SONO PROIBITE NEI LUOGHI PUBBLICI LO STOP ROMA Stop alle sigarette elettroniche nelle scuole e negli spot pubblicitari. E ancora, precauzioni per l’ utilizzo delle e-cig fra i giovani e le categorie a rischio come le donne in gravidanza: questo il cuore del parere del Consiglio superiore di sanità (Css) sulle sigarette elettroniche, trasmesso ieri al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Gli esperti dell’ organo consultivo del ministero si sono avvalsi del contributo dell’ Agenzia del Farmaco e delle rappresentanze delle industrie: le loro conclusioni non hanno un valore vincolante, ma queste proposte potrebbero diventare presto realtà sulla scia del modello francese (dove però è vietato “svapare” in tutti i luoghi pubblici). Ogni decisione spetta ora al ministro della Salute Beatrice Lorenzin. In particolare, nelle sue raccomandazioni il Css punta a evitare alla popolazione scolastica ogni comportamento che «evochi il tabagismo» ? come ha spiegato in una nota il ministero ? oltre a regolamentare la pubblicità per «evitare il rischio di induzione» a questo vizio così dannoso per la salute. Gli esperti, e questo è un passaggio importante, hanno precisato che non ci sono, allo stato attuale delle conoscenze, elementi sufficienti per far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali “per funzione” (ossia sostanze non farmacologiche ma con funzioni di correzione, ripristino o modifica di alcune funzioni fisiologiche umane). Il Consiglio ha poi raccomandato di mantenere il divieto di vendita ai minori di 18 anni delle e-cig con presenza di nicotina e dovrebbe essere istituito un tavolo permanente che permetterà di mettere via via a confronto le varie fonti «sui vari aspetti della problematica». Senza allinearsi, il Css avrebbe insomma tenuto debito conto delle decisioni appena prese in Francia dove il ministero della Sanità ha vietato l’ uso delle e-cig nei luoghi pubblici e ha istituito un sistema di autorizzazioni per la vendita dopo la diffusione di uno studio dell’ Università Pierre et Marie Curie di Parigi, secondo cui la sigaretta elettronica non è completamente sicura e sana. IL CODACONS Dello stesso parere, qui in Italia, il presidente del Codacons Carlo Rienzi: «Bene il divieto nelle scuole ? ha commentato ? ma se è un prodotto è pericoloso per la salute il blocco va necessariamente esteso a tutti i luoghi pubblici». Soddisfazione anche dalle associazioni dei genitori, come il Moige che ora chiede un intervento deciso di Lorenzin «contro questo far west». Nei giorni scorsi c’ era stata anche la presa di posizione dell’ Agenzia italiana del farmaco, secondo cui «tutto ciò che contiene materie prime farmacologicamente attive deve essere considerato farmaco e anche le sigarette elettroniche dovrebbero essere regolamentate secondo la Direttiva concernente i prodotti medicinali». Sul fronte opposto, com’ è ovvio, ci sono i produttori come la Ovale, leader in Italia e in Europa. «Paradossale ? secondo l’ azienda ? che il Css abbia richiesto il contributo dell’ Agenzia del Farmaco per un prodotto che, com’ è evidente a tutti, non ha nulla a che vedere con i farmaci essendo la sigaretta elettronica, di per sé, niente altro che una batteria, una resistenza, un serbatoio e un atomizzatore, tutti prodotti esclusivamente tecnologici». Stella Prudente © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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