5 Gennaio 2007

“Vietate ai minori il film di Mel Gibson“

“Vietate ai minori il film di Mel Gibson“
Politici, pediatri, consumatori tutti contro “Apocalypto“, pellicola da oggi in 300 sale italiane Rutelli: “Al cinema ragazzi solo se accompagnati“. Gli esercenti: lo sconsigliamo ai non adulti


Le scene cruente del kolossal sui maya, Apolalypto di Mel Gibson da oggi in 300 sale, hanno provocato polemiche a valanga sul mancato divieto ai minori, sulla violenza mediatica a cui sono esposti i ragazzi, e un invito di Rutelli agli esercenti: scongigliate l`ingresso ai ragazzi non accompagnati. Invito raccolto: i cinema che proiettano il film distribuito dalla Eagle Pictures riceveranno una lettera del ministro per i beni culturali e vicepremier e affiggeranno manifesti in cui spiegano perché sconsigliano vivamente a chi ha meno di 14 anni e non ha un adulto a suo fianco di vedersi questa storia di sacrifici umani e sgozzamenti nella giungla centroamericana. Così hanno concordato Paolo Protti, presidente dell`Associazione nazionale degli esercenti, e Carlo Bernaschi, responsabile dei Multiplex-Anem, dopo un colloquio con Rutelli. La correzione di tiro non placa certo la tempesta. Che si scatena soprattutto sulla quarta sezione della “commissione di revisione cinematografica“ (la commissione censura) che, anche se si era spaccata, ha decretato il via libera tutti. Il capogruppo dei Verdi Roberto Poletti ne chiede l`azzeramento “per manifesta incapacità di tutelare gli interessi dei minori“ quando, dice, ha tutelato lobbies cinematografiche. Poletti vuol sapere le ragioni del “pugno di ferro“ mostrato verso film magari controcorrente ma non cruenti e non verso Apocalypto e suggerisce: cambiamo il meccanismo della “censura“. Per la presidente della Commissione bicamerale per l`infanzia Anna Serafini (Ds) è lampante: il mancato divieto va rivisto perché “lede profondamente qualsiasi concezione di tutela dei minori“ e perché quando la commissione ha deciso mancava lo psicologo. E siccome quel gruppo di esperti poteva decidere perché basta il numero legale, allora la legge in materia “è inadeguata“. Promette la senatrice: la Commissione per l`infanzia si darà da fare per correggere la legge. Da parte sua Rutelli è intervenuto subito. Dopo aver convinto gli esercenti ha mettere un freno, ha preannunciato modifiche alla composizione e nei criteri di tutte le commissioni che scadono a maggio. Benché contrario a tagli e censure, osserva che “un film cruento e violento non dovrebbe essere visto“, pur ricordando come i siti internet abbiano mostrato Saddam Hussein con il cappio al collo: “Credo sia molto più traumatizzante di qualunque scena vista in sala, dove si va comunque con un minimo di preparazione“. “Ciò che i minori non dovrebbero vedere in questo film lo vedono nei videogiochi, in tv e su internet, occorre istituire una commissione permamente presso l`Autorità per le comunicazioni“, propone Antonio Marziale, presidente dell`Osservatorio sui diritti dei minori. Una proposta che in qualche modo si accompagna a quanto dice Rosy Bindi, ministro sulla politica per le famiglie: la censura no, non è lo strumento giusto, inoltre “la violenza delle immagini non è certo la causa primaria dei comportamenti deviati di molti adolescenti“, tuttavia l`estrema crudeltà delle scene può “creare disturbi“ nei ragazzi mentre “le famiglie non possono essere lasciate completamente sole nell`indirizzare i figli nel consumo culturale. Non tutte hanno la possibilità, il tempo e la costanza per valutare le offerte del mercato“. Il Codacons ricorrerà al Tar del Lazio contro il divieto assente, i deputati Villari della Margherita e Paniz di Forza Italia chiedono per iscritto al commissario europeo su informazione e media Vivianne Reding di indagare sul caso italiano visto che il film, in Germania, è solo per maggiorenni. “Non basta vietare ai minori film o tante produzioni di fiction o giornalistiche – interviene Tiziana Valpiana, di Rifondazione, della commissione sull`infanzia: – c`è da riflettere sull`esposizione alla violenza quasi sempre gratuita di ragazzi e ragazzini“. Se Apocalpyto rimane per tutti Anna Serafini annuncia che la Commissione per l`infanzia farà quanto potrà perché la situazione cambi, ma il distributore, la Eagle, promette che andrà in tv in prima serata tagliato mentre Gibson si becca una denuncia dal regista Catlett: avrebbe plagiato alcune scene dal film del `91 del messicano Return to Aztlan.

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