7 Febbraio 2009

VIETARE IL FUMO DAVANTI A SCUOLA

Dalla tua parte  VIETARE IL FUMO DAVANTI A SCUOLA

H o sentito per radio una trasmissione (non ricordo il programma) che parlava dell’aumento del fumo fra i minorenni e, probabilmente sensibilizzata da questa notizia, ho buttato l’occhio fuori da un liceo all’ora di uscita da scuola. Ho visto decine, per non dire centinaia, di adolescenti con la sigaretta accesa. Non si potrebbe estendere il divieto di fumare anche fuori dalle scuole? Lo dico da ex fumatrice con gravi problemi di salute. M.R.
Gentile signora, Mentre cala (anche se di poco) la percentuale dei fumatori fra gli adulti (nel 2008, indagine Doxa –1,5%) sembrano invece aumentare i fumatori minorenni. Secondo l’ Istat, adolescenti e giovani iniziano a fumare prima dei 14 anni. E’ recentissima la campagna promossa dal Ministero della Sanità, che si pone come obiettivi non solo ancora una ulteriore riduzione del numero dei fumatori, ma soprattutto una serie di azioni per prevenire l’avvicinamento al fumo da parte dei soggetti giovanissimi. Io sono, purtroppo, una fumatrice ben consapevole della estrema pericolosità di questo vizio e devo ammettere che dall’entrata in vigore della legge, quattro anni fa, io per prima, e con me tanti altri fumatori, ho potuto apprezzare gli effetti positivi di questa normativa. Ho capito che si può sopportare un lungo viaggio senza la «bionda», ma anche che è infinitamente più piacevole cenare al ristorante, godersi un buon film o uno spettacolo teatrale, facendo a meno di fumare. Si resiste, eccome e ne traggono giovamento i nostri vicini e i nostri polmoni. La sua, gentile lettrice, è una proposta molto sensata, oserei dire indispensabile per tentare di fare la nostra parte nei confronti delle nuove generazioni (non dimentichiamo che nel XXI secolo moriranno a causa del fumo un miliardo di persone). Vietare le sigarette a scuola e permettere, però, che i ragazzi fumino a più non posso nei cortili o davanti ai portoni degli istituti è del tutto incongruente. Così come già in molti aeroporti internazionali anche all’esterno vige il divieto, a maggior ragione esso dovrebbe essere applicato fuori dagli ospedali e fuori dalle scuole.  La sua, si conforti, non è un’idea isolata, perché già il Codacons chiede da tempo misure analoghe nelle varie città italiane, e le ricordo il caso di Napoli dov’è stato messo al bando il tabacco dalle aree dei parchi riservate ai bambini. Non c’è che da augurarsi che fra le iniziative che prenderà il Ministero vi sia anche una estensione dei divieti nei luoghi «sensibili». Ma se ciò non avvenisse, nulla impedirebbe al nuovo sindaco di percorrere strade a tutela dei giovani: quale adulto responsabile potrebbe opporsi a un «no smoking » fuori dagli istituti scolastici? [email protected]
 
 
 
 

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