4 Giugno 2017

«Vietare il fumo sulle spiagge»

divide la campagna del codacons, sì dei bagnanti ma contrarie le categorie economiche: troppe limitazionivacanze al mare»tutte le novità
di Giovanni CagnassiwJESOLODivieto di fumare in spiaggia, come in un ospedale o in un pubblico esercizio. La richiesta arriva dal Codacons, presto gli accaniti tabagisti potrebbero vedersi sanzionati quando aspirano boccate di tabacco tostato davanti al mare. Niente bionde, ma neppure intense fumate di pipa o sigari. Forse solo la sigaretta elettronica, che ormai però non è più di tendenza e tanti hanno chiuso nel cassetto dopo la prima fase di incredibile diffusione.Il “no” delle categorie. Questa sensibilizzazione per la tutela dell’ ambiente e dei diritti del consumatore si scontra con l’ elasticità delle categoria che inneggiano, al contrario, alla tolleranza sull’ arenile. A Jesolo, albergatori e commercianti non sono infatti d’ accordo. Oggi, fumare in spiaggia, almeno per chi getta i mozziconi, costa fino a 300 euro di multa ed equivale a gettarli a terra o su una strada. Ma le multe sono una rarità. Eppure, la legge sulla “Green Economy è in vigore dallo scorso anno. Secondo il Codancons, il divieto va esteso appunto sugli arenili e su tutto il territorio italiano, considerando, la spiaggia come uno spazio aperto, con le persone concentrate in pochissimi metri quadrati e pertanto da tutelare. L’ Associazione è in trincea per richiedere al legislatore e ai Comuni l’ estensione del divieto di fumo anche sulle spiagge nazionali.Bibione capofila. È stata proprio Bibione la prima località balneare italiana ad aver bandito nel 2014 il fumo sulla battigia. «In alcune condizioni», evidenzia l’ Associazione dei consumatori, «l’ inquinamento generato dalle sigarette fumate sotto gli ombrelloni può superare quello che si registra in una zona ad elevato traffico di auto». Ma l’ Aja, associazione jesolana albergatori, non è d’ accordo: «Rischiamo un’ intolleranza eccessiva verso i fumatori. Sensibilizziamo piuttosto al buon senso, non fumare vicino ai bambini, ad anziani, donne in attesa, in luoghi in cui i bagnanti sono tutti vicini. Basta un po’ di educazione e sensibilità». Anche la Confcommecio mandamentale è perplessa: «In Italia», dice il presidente Angelo Faloppa, «non abbiamo mai mezze misure e passiamo dell’ eccessiva e irrispettosa libertà, che non rispetta quella altrui, alla massima severità per tutti. E vietare il fumo in spiaggia è troppo». Possibilista la Federconsorzi, che gestisce gli stabilimenti balneari: «Possiamo pensare a spiagge con alcune aree riservate ai fumatori», dice il presidente Renato Cattai, «questo è possibile e avrebbe un senso».Il “sì” dei bagnanti. Dopo la proposta del Codacons, Nicola Manente, jesolano appassionato di sport e ciclismo, esponente di Forza Jesolo, è corso in spiaggia indossando una maglietta contro il fumo e impugnando una sigaretta-posacenere: «Vogliamo proporre il divieto di fumo nelle concessioni, fatta salva l’ area dei chioschi dove devono essere attrezzati per raccogliere i mozziconi». Tra i bagnanti, l’ 80% è a favore del divieto assoluto, mentre resiste un 20% di fumatori accaniti che non accettano divieti. «C’ è chi fuma davanti al bancone», dice il titolare del Chiosco Nettuno, nell’ affollato largo Tempini di Jesolo lido, «e per noi è una sofferenza. In generale siamo d’ accordo con la proposta di un divieto di fumare in spiaggia perché sarebbe un segno di civiltà». È d’ accordo anche Stefano di Belluno: «Lo trovo giusto, positivo, perché in spiaggia davvero, sotto il sole, magari vicino all’ ombrellone, può infastidire chi non fuma». Un gruppo di ragazze della zona fumano allegramente: «Il divieto è davvero troppo, ormai non si può fare più niente in Italia». Poi Andrea di Treviso, che cammina vicino alla battigia con la sigaretta tra le dita: «Basta con queste proposte assurde, se non si può fumare più all’ aperto e su una spiaggia rischiamo davvero di vivere in un Paese intollerante e ridicolo».Stranieri più comprensivi. I turisti stranieri sono stranamente più comprensivi: «Per me va bene», dice Serghio, spagnolo in vacanza a Jesolo, «non ci vedo nulla di strano». Lo stesso dice Alexandru, cittadino rumeno con una “bionda” fumante: «Se vieteranno il fumo in spiaggia non fumeremo più neanche qui, senza tanti problemi». Gli italiani sono stati curiosamente molto disciplinati ai tempi in cui fu vietato il fumo nei locali pubblici. Probabilmente, se dovesse essere, lo saranno anche quando lo sarà in spiaggia. Chi invece al momento si oppone sono le categorie che avvertono come l’ ennesimo divieto possa trasformare la spiaggia, bene primario per l’ economia balneare, in un percorso a ostacoli dove gli ospiti non si sentiranno più liberi e rilassati, se lo desiderano, con una sigaretta tra le labbra.©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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