19 Gennaio 2018

Viene meno per i cittadini anche la possibilità di acquistare su internet

ROMA – Il 2018 si prefigura come un anno piuttosto pesante per gli “svapatori”. Dallo scorso 1 gennaio infatti, i consumatori di sigarette elettroniche si sono trovati di fronte ad un aumento di 0,37344 euro più Iva ogni millilitro. La cifra, per quanto possa sembrare irrisoria, si traduce in un rincaro di 5 euro fissi per ogni flacone da 10 ml di liquido da vaporizzare. Flacone che, di media, viene consumato in due o tre giorni da un fumatore medio. Tradotto: la classica “boccetta” che fino al 31 dicembre costava circa 2,5 euro adesso ne costa almeno 7, ovvero quasi il triplo. La tassazione delle sigarette elettroniche priva inoltre i cittadini della possibilità di acquistare materiale online: questo provvedimento è scattato durante lo scorso mese di dicembre e sono tantissimi i siti che stanno venendo oscurati dai Monopoli, al momento è illegale anche l’ acquisto da siti esteri. “A fare le spese di questa decisione – avverte l’ associazione di consumatori Codici – saranno, come spesso avviene, i consumatori. Ma non solo: è infatti possibile che l’ intero settore delle sigarette elettroniche subisca conseguenze economiche gravi dalle nuove tassazioni. Un settore che dà lavoro a circa 30mila persone, che interessa oltre 3mila operatori e che vale circa 300 milioni di euro all’ anno”. Il passaggio delle sigarette elettroniche al controllo del Monopoli di Stato I è stato deciso a dicembre scorso, quando la quinta Commissione della Camera dei deputati aveva approvato un emendamento del governo alla I legge di bilancio. Poco prima, con il I decreto fiscale, era stato introdotto I anche il divieto totale di vendita online I dei liquidi: previste sanzioni per i trasgressori fino a 40mila euro. Per altro, 1 da aprile 2018, arriveranno anche le tassazioni di prodotti che diversi consumatori utilizzano per produrre da soli liquido di ricarica. Su tutti il glicerolo, che dovrebbe passare da 20 euro al litro ad addirittura 450 causa tasse. Glicerolo che viene venduto in farmacia ed erboristeria ed usato per tantissime preparazioni alimentari e cosmetiche. “Queste nuove misure suonano come l’ ennesima conferma di un atteggiamento politico che non possiamo e non vogliamo accettare: da una parte, a parole, ci si proclama in difesa dei cittadini, dall’ altra, con i fatti, si favoriscono le lobbies” replica l’ associazione dei consumatori Codici. Insomma, se da una parte si fanno scorte di glicerolo prima dei rincari, dall’ altra si apre la via della battaglia dei consumatori che si profila già molto dura. Rincari che sono anche l’ effetto dell’ ingresso dell’ euro che ha fatto la sua prima apparizione in Italia ormai 16 anni fa. Periodo durante il quale i prezzi e le tariffe per beni e servizi consumati sono aumentati in media del 59,1% secondo quanto ha denunciato il Codacons che recentemente ha diffuso tutti i numeri sul fenomeno del passaggio dalla lira all’ euro. Cifre alla mano, il Codacons spiega che dal gennaio 2002 al gennaio 2017 i cittadini italiani hanno subito rincari medi del +59,1%, con punte del +207,7% per la penna a sfera, +198,7% per il tramezzino consumato al bar, +159,7% per un cono gelato. Comprare un giornale costa il 94,8% in più; va meglio con l’ espresso al bar (+34,3%) ma attenzione alla classica pizza margherita:+103,9%.
michele giuliano

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