24 maggio 2008

Videogame violento, la procura indaga

Videogame violento, la procura indaga
E` la sfida di un immigrato russo che sbarca in America: fra stupri e omicidi può diventare un boss

Il reato ipotizzato è pesante, anche se indagati non ce ne sono: istigazione a delinquere. La Procura della Repubblica ha aperto un`inchiesta su un videogioco, due esemplari del quale sono stati sequestrati l`altra settimana dai carabinieri in un negozio dentro il centro commerciale “Fonti del corallo“. La magistratura vuol vederci chiaro, perché l`obiettivo di questo videogame è far diventare il protagonista un boss mafioso, attraverso omicidi, stupri e vari altri atti di violenza. “Grand theft auto IV“, questo il videogame finito sotto la lente d`ingrandimento della Procura, è fra le ultime passioni degli amanti della playstation. E` per questo che i magistrati hanno deciso di dare incarico a una serie di consulenti per capire se questo gioco possa avere ripercussioni (non certo positive, s`intende) sui comportamenti dei ragazzi, ma anche di chi ragazzo non è più e magari ha qualche problema psicologico. Ad attivare la Procura è stato un esposto, che a livello nazionale ha presentato il Codacons. Ma contro quel gioco si è espressa anche l`Aiart, l`associazione di telespettatori di matrice cattolica, che se l`è presa con la commercializzazione di questo gioco. I due dischi prelevati dai carabinieri nel negozio del centro commerciale sono oggetto di sequestro probatorio da parte della Procura, che intende far analizzare dai propri esperti le scene che lo sviluppo del gioco prevede. La storia che sta alla base di “Grand Theft Auto IV“ è quella dell`immigrato russo Niko Bellic che, giunto negli Usa a Liberty city, una città vagamente somigliante a New York, entra in un vortice di rapine, furti e crimini vari. Quando si uccide qualcuno, o si stupra una donna, si acquistano punti e energia. Insomma, tutto quanto serve per suscitare la reazione indignata di alcune associazioni. Il videogame è comunque sconsigliato ai minorenni ed è già stato oggetto di dibattiti di questo genere in altri paesi.