4 Marzo 2017

Video choc, la richiesta

Video choc, la richiesta

L’ ASSOCIAZIONE «Prima persona» interviene sul caso del video choc e difende le due donne rom bloccate da due dipendenti del supermercato Lidl all’ interno del container della merce di scarto. «Quanto accaduto – dicono dall’ associazione – lascia sconcertati per la gravità dei fatti e per la leggerezza con cui gli autori, irresponsabilmente, compiono azioni così violente. Sequestro di persona, il capo d’ accusa che viene imputato loro, è un reato penale punito molto severamente, ma ci chiediamo tuttavia se non ne sia ravvisabile un altro, altrettanto grave e preoccupante, quale quello di istigazione all’ odio razziale». Ecco perché: «Quello stupido filmato – continuano – ha innescato on-line un’ infinita serie di farneticanti considerazioni razziste. Auspichiamo che la Procura di Grosseto, così come richiesto dal Codacons, estenda le indagini ai membri di alcuni gruppi su Facebook che in queste ore hanno pubblicato il video e postato commenti di stampo razzista estremamente gravi e pericolosi verso i rom italiani e stranieri. A tutto questo diciamo un accorato no e nel contempo diamo la nostra solidarietà, la nostra vicinanza alle persone che hanno subito offesa, prepotenza e derisione. Ai ragazzi che si sono sentiti eroi chiudendo due donne inermi in un gabbiotto (in questa azione ravvisiamo anche un atto di violenza di genere), auguriamo di arrivare a capire la gravità del loro gesto che non è né eroico né divertente, ma solo stupido e cattivo».
 

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