30 Luglio 2008

Vicenza, ok al raddoppio della base Usa

Vicenza, ok al raddoppio della base Usa
Il Consiglio di Stato boccia la sentenza del Tar. Il presidio “No Dal Molin“: ci mobiliteremo

VENEZIA A poco più di un mese dal sì alla sospensiva decisa dal Tar del Veneto, il Consiglio di Stato rimescola le carte sul futuro della base Usa di Vicenza. Accogliendo il ricorso del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Difesa, la nuova decisione ha di fatto capovolto la situazione delineata dal tribunale amministrativo regionale, ridando fiato alle ragioni dei fautori del raddoppio della base americana. La Ederle 2 ha tutte le ragioni per essere fatta, sottolinea il Consiglio di Stato, perché “il consenso prestato dal Governo italiano all`ampliamento dell`insediamento militare americano nell`Aeroporto Dal Molin è un atto politico, come tale insindacabile dal giudice amministrativo“. Nulla da eccepire neppure sull`aspetto formale del consenso, poiché il nulla-osta della Difesa, spiega Palazzo Spada, “si inquadra nella procedura appositamente prevista per le attività a finanziamento diretto statunitense“. Il Tar Veneto, viceversa, accogliendo il ricorso di Codacons ed Ecoistituto Alex Langer, aveva rimarcato proprio la mancanza “di una traccia documentale di supporto“ all`accordo tra i due governi. La “bocciatura“ da parte della quarta sezione del Consiglio di Stato delle tesi dei giudici amministrativi riguarda anche altri aspetti della questione: il via libera all`ampliamento della base non può dipendere dall`esito della consultazione della popolazione interessata, e non risultano “riscontri concreti“ sui rischi di danno ambientale indicati nella ordinanza del tribunale veneto. Incassa il colpo e rilancia combattivo il sindaco della città, Achille Variati (Pd), pronto ad affermare che “per Vicenza non cambia nulla“. Dunque, nessuna cancellazione della consultazione popolare prevista. “I cittadini si esprimeranno – ribadisce – la seconda domenica di ottobre“. E aggiunge: “Credo che da ieri siano gli americani a trovarsi nella situazione più difficile – ripete – tra uno Stato che dice Avanti tutta e una città, che li ha ospitati in amicizia per più di 50 anni, e che ora chiede soltanto di aspettare per permetterle di esprimersi“. Ad adombrare il sospetto che sulla decisione abbiano pesato considerazioni di natura politica è il Presidio No Dal Molin che, insieme ai comitati sorti contro la base, già stasera si riunirà per varare una nuova strategia di contrasto ai lavori. Dubbi anche dal Codacons, per il quale la decisione sembra “in ossequio evidentemente ai desideri di Berlusconi e del Ministro La Russa“.

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