12 Ottobre 2012

VICENDA ROCCARASO: CONTRO L’ISPETTORE MANCINI DURISSIMA REQUISITORIA DEL PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE D’APPELLO DI CAMPOBASSO

    VICENDA ROCCARASO: CONTRO L’ISPETTORE MANCINI DURISSIMA REQUISITORIA DEL PROCURATORE GENERALE DELLA CORTE D’APPELLO DI CAMPOBASSO TUTTI CONTRO L’ASSOLUZIONE IN PRIMO GRADO DELL’ISPETTORE CHE PORTO’ ALL’ARRESTO DEL SINDACO VALENTINI. LA CORTE D’APPELLO DECIDERA’ IL PROSSIMO 10 DICEMBRE

    A distanza di 8 anni la morte del sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, continua ad essere al centro di clamorosi colpi di scena nella aule di tribunale. L’ultimo di questi lunedì scorso, dinanzi alla Corte d’Appello di Campobasso, chiamata a decidere sul ricorso presentato dalla figlia e dal fratello del sindaco i quali, rappresentati degli avvocati Michele Lioi e Bruno Leuzzi, hanno chiesto ai giudici di ribaltare la sentenza di I grado del Tribunale di Campobasso che assolveva l’Ispettore Massimiliano Mancini dal reato di abuso d’ufficio.

    Come noto tale grave reato venne contestato dal Procuratore di Campobasso all’ispettore dello Sco dell’Aquila, protagonista dell’arresto del Valentini, per aver indirizzato le sue indagini “in malafede e in odio al Sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini, rivelando un anomalo intendimento di persecuzione inquisitoria ed assoluta mancanza di serenità ed imparzialità in quanto esso Isp.Mancini era mosso da risentimenti personali e da spirito di rivalsa” (cit. capo d’imputazione).

    Proprio lunedì scorso il colpo di scena: il procuratore generale della Corte di Appello di Campobasso, Claudio Di Ruzza, prendendo la parola per primo, ha affermato più volte e molto chiaramente che le contestazioni mosse nel capo d’imputazione contro Mancini avevano trovato infiniti riscontri nelle carte processuali e che il Valentini era rimasto vittima di queste indagini persecutorie e che i suoi congiunti avevano diritto di vedere affermata questa verità. Il P.G. ha dunque formalmente richiesto che la Corte accogliesse gli appelli delle parti e condannasse il Mancini al risarcimento dei danni a loro causati.

    Dopo di che gli avvocati difensori delle parti civili hanno illustrato per circa tre ore tutti gli elementi a conferma della responsabilità del Mancini, che la sentenza di assoluzione aveva ignorato, e sono stati richiamati uno per uno i documenti di prova.

    Non solo. Il Procuratore generale, prima di pronunciarsi così fortemente sulla colpevolezza del Mancini, ha voluto ricordare come egli si fosse occupato a suo tempo anche dell’appello presentato dalla figlia di Camillo Valentini contro l’assoluzione del P.M. Dott.ssa Leacche (cui era stato contestato il reato di abuso d’ufficio per aver chiesto l’incarcerazione del Sindaco Camillo Valentini), e anche in quella circostanza aveva chiesto che venisse affermata la colpevolezza di questo P.M. per come aveva diretto le indagini nel procedimento penale a carico di Camillo Valentini.

    Il prossimo 10 dicembre – fa sapere il Codacons – la Corte d’Appello (Presidente Dott. PUPILELLA) deciderà se ribaltare o meno la sentenza di primo grado, accogliendo le richieste di quanti – e oramai non sono più solo i parenti del Valentini – chiedono la condanna di Massimiliano Mancini.

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