19 Luglio 2013

Viareggio, tutti a giudizio

Viareggio, tutti a giudizio

 

ROMA Sono stati rinviati a giudizio tutti e 33 gli imputati nel procedimento per la strage ferroviaria di Viareggio (32 vittime) avvenuta quattro anni fa. Tra loro anche l’ ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. In base alla decisione presa ieri dal gup di Lucca, Alessandro dal Torrione, a processo finiranno anche altri funzionari del Gruppo Fs. Fra i reati ipotizzati, disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colposi plurimi. Il gup ha inoltre accolto la richiesta di rinvio a giudizio per illecito amministrativo per nove società. Tra queste la Gatx multinazionale proprietaria del convoglio che deragliò il 29 giugno 2009, la Jungenthal, l’ officina tedesca che lo aveva revisionato, e la Cima, ditta italiana che lo montò. Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca. Sia il Codacons che i familiari delle vittime della strage (arrivati in corteo sin dalle 9 al polo fieristico di Lucca dove si teneva l’ udienza preliminare, con la richiesta di «verità, giustizia, sicurezza per Viareggio») hanno chiesto le dimissioni di Moretti, che non ha voluto commentare il rinvio a giudizio («Non ho nulla da dire»). Ma il suo legale, Armando D’ Apote, ha spiegato che, alla luce del fatto che i reati sono colposi, «formalmente» il rinvio a giudizio non ha ripercussioni sull’ incarico di Moretti. La questione non dovrebbe avere riflessi sull’ assemblea Fs, il 25 luglio, quando all’ ordine del giorno c’ è il rinnovo dei vertici del gruppo. Almeno formalmente, nello Statuto Fs, riscritto recentemente sulla base delle direttive dell’ Economia sulla ineleggibilità, non sono contemplati i reati contestati a Moretti come causa di ineleggibilità. Il legale dell’ ad ha aggiunto: «Confido che il processo potrà diradare i dubbi, quelli che hanno fatto prevalere la scelta dibattimentale. L’ accusa si basa su una serie di questioni tecniche che, nel dubbio, il gup ha ritenuto opportuno vengano chiarite in dibattimento. Noi dubbi non ne abbiamo». Di tutt’ altro tenore il commento del procuratore di Lucca Aldo Cicala, che non ha nascosto la soddisfazione: «Siamo contenti del risultato, vuol dire che è stato dimostrato che l’ impostazione accusatoria al momento ha retto». Le accuse vertono principalmente sulle responsabilità di chi non si accorse che l’ asse del carro ferroviario era fratturato e di chi non adottò le misure necessarie a evitare che la cisterna si squarciasse. Il processo sarà una battaglia di perizie. Le parti civili sono un centinaio: fra loro ancora non c’ è lo Stato, che ha tempo fino alla prima udienza del processo e che è in trattativa con le assicurazioni di Gatx e Fs per un accordo sull’ eventuale risarcimento. La strage di Viareggio avvenne il 29 giugno del 2009. Alle 23.48, un convoglio con 14 cisterne cariche di gpl deragliò, per la rottura di un asse, appena entrato nello scalo ferroviario. Quattro cisterne si ribaltarono, in una si aprì uno squarcio di 40 centimetri, da cui uscì il gas. Tre minuti dopo le esplosioni. Le abitazioni di due strade, via Ponchielli e via Porta Pietrasanta, vennero investite dal fuoco. An. Ga. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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