19 Luglio 2013

Viareggio per la strage a processo 33 imputati

Viareggio per la strage a processo 33 imputati

 

Disastro colposo a giudizio anche Moretti ad delle Ferrovie L’ INCHIESTA ROMA Un’ ora e mezza di attesa e, a metà mattinata, l’ annuncio che i parenti di quei 32 morti -arrivati fin lì, al polo fieristico di Lucca, a chiedere «verità, giustizia e sicurezza»- si aspettavano: 33 rinvii a giudizi per la strage di Viareggio, per quell’ inferno di fuoco che si scatenò a ridosso delle case una notte di giugno di quattro anni fa, per quel treno merci carico di gas deragliato subito dopo la stazione, per quel vagone che poggiandosi su un fianco finì squarciato da un picchetto di regolazione delle curve. IN AULA IL 13 NOVEMBRE Disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime: questi i reati contenuti nell’ ordinanza di rinvio a giudizio del giudice Alessandro Dal Torrione, un’ ordinanza che accoglie praticamente tutte le richieste della Procura. Il processo è fissato per il 13 novembre: fra gli imputati ci sono anche Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs, dirigenti e funzionari di altre società del gruppo e delle ditte proprietarie del convoglio e responsabili delle revisioni. «DECISIONE DELUDENTE» «Non ho niente da dire» ha commentato Moretti. Mentre l’ avvocato Ambra Giovene, che assiste alcuni dirigenti di Rete ferroviaria italiana, ha preso atto «di una decisione deludente», si sarebbe aspettata «un’ applicazione delle regole più rigorosa». Invece il giudice «ha fatto una scelta non mediatica ma di prudenza». Di ben altro segno le prime reazioni dei parenti delle vittime, che la notizia dei 33 rinvii a giudizi l’ hanno avuta sul piazzale da Riccardo Antonini, il ferroviere licenziato dopo avere accettato di essere un loro consulente di parte. Ha parlato per tutti Valentina Menichetti, sorella di Emanuela, una delle vittime della strage: «Questa decisione per noi è positiva, pensiamo che sia dipesa dalle carte processuali che parlavano in modo chiaro». Antonini, insieme ai parenti e al Codacons si è spinto fino a chiedere le dimissioni di Moretti: «Adesso faccia un passo indietro», mentre Gloria Puccetti, vicesindaco di Viareggio la considera «una buona pagina per la città». Viareggio non riesce a dimenticare. Erano le 23.48 del 29 giugno 2009: il treno merci 50325, carico di gpl, deragliò poche centinaia di metri dopo la stazione, probabilmente per il cedimento del carrello del primo carro, come ipotizza anche la relazione ministeriale acquisita agli atti. UNA NUVOLA DI FUOCO Quattro vagoni finirono sulla massicciata, il primo incontrò il picchetto appuntito che segnalava la curva e fu la strage. Il gas, a contatto con l’ ossigeno, avvolse in una nuvola di fuoco l’ intero quartiere: 11 persone morirono subito, due furono stroncate di infarto. Gli altri, gravemente ustionati, morirono anche a distanza di diverse settimane. I macchinisti riuscirono a mettersi in salvo dietro un muro e rimasero miracolosamente indenni. Nino Cirillo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox