Viale Aldo Moro: spese trasparenti E il Codacons, alleato dell’ex patron, presenta un esposto ai pm
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fonte:
- Corriere di Bologna
«Le procedure regionali, comprese quelle relative alle spese di missione, trasferta e rappresentanza, sia degli amministratori che dei collaboratori, hanno dimostrato, e allo stato delle nostre verifiche dimostrano anche in questo caso, trasparenza e regolarità nella gestione della spesa». Sollecitata dal procuratore reggente, Silverio Piro, che la invitava a «prendere una posizione per fare chiarezza», la Regione ha rotto il silenzio. Ed è uscita allo scoperto con una dichiarazione che è una pubblica, esplicita difesa dell’operato dell’ex braccio destro di Vasco Errani e attuale candidato sindaco del Pd, Flavio Delbono, e di se stessa. Per viale Aldo Moro, dunque, Delbono è «innocente ». Nessun «utilizzo improprio di denaro pubblico» come accusa l’avvversario Alfredo Cazzola e come ha scritto il Codacons, lista apparentata con quella del patron, in un esposto che sarà presentato oggi in Procura. Il destino dell’atto d’accusa formale del Codacons, secondo cui Delbono avrebbe anche «affisso abusivamente manifesti in spazi non destinati alle elezioni comunali», è ora nelle mani dei pm. L’apertura di un fascicolo è automatica, ma si tratta di capire se i magistrati decideranno di recepire l’impostazione dell’esposto o se, invece, avvieranno un’indagine conoscitiva. Intanto, forse oggi stesso, arriverà in Procura anche la querela per diffamazione nei confronti di Cazzola annunciata due sere fa in tv da Delbono. È l’avvocato del candidato Pd, Paolo Trombetti, a farlo sapere: «È questione di ore, ma stiano certi che la querela arriverà a breve. Allegheremo gli articoli di stampa e chiederemo alla Procura di acquisire le registrazioni audio e video dei programmi in cui Cazzola ha diffamato Delbono ». Il grande accusatore (Cazzola) potrebbe, dunque, presto diventare accusato. Il procuratore reggente (al suo ultimo giorno di lavoro a Bologna perché in procinto di trasferirsi a Velletri, dove sarà a capo della Procura) e il sostituto anziano Luigi Persico si troveranno, dunque, oggi a decidere cosa fare delle carte (esposti, querele e «scritti» della Regione) che stanno arrivando in piazza Trento e Trieste. Ieri, Piro aveva precisato che la Procura non avrebbe preso alcuna iniziativa d’ufficio sull’affaire Cinzia. «Non possiamo avviare inchieste sulla base di articoli di stampa e, comunque, è meglio rispettare il silenzio elettorale», aveva detto il reggente, ricordando come anche l’indagine sul «corvo » (per cui sono indagati due guazzalochiani e due esponenti di Bologna Città libera) è stata congelata in attesa del voto. Ed è probabile che anche in questo caso venga scelta la stessa strada. Il procuratore aveva, però, anche sottolineato l’opportunità che la Regione «prendesse una posizione chiarificatrice» sulla vicenda. Così è stato. Anche se alla fine di una giornata in cui Errani e i suoi fedelissimi, a Roma per impegni di lavoro, si sono interrogati sulla linea da seguire. «Siamo un’istituzione, non un partito, non possiamo entrare in una campagna elettorale a pochi giorni dal voto e, per lo più, rispondendo ad accuse così generiche, a illazioni », osservavano nel primo pomeriggio dall’entourage di Errani. Poi, la decisione di rispondere all’appello della Procura. Pubblicamente, attraverso Alfredo Bertelli, sottosegretario alla presidenza. «Resta piena la nostra disponibilità a garantire la massima collaborazione con la Procura per tutti gli approfondimenti necessari », ha detto Bertelli.
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