9 Maggio 2007

Viaggio sulla SS417, la strada più pericolosa dell’Isola

Viaggio sulla SS417, la strada più pericolosa dell’Isola

E’ ancora emergenza morti bianche in Italia. I lavoratori che hanno perso la vita per motivi di servizio non sono però “caduti” in azienda, ma in incidenti stradali provocati dalla mancata realizzazione di strutture di sicurezza su una importante arteria di collegamento: la strada statale 417, in provincia di Catania, che permette ai pendolari dell’hinterland gelese di recarsi a lavoro nella metropoli etnea. Sono ancora forti, infatti, il dolore e la rabbia per altri due operai morti questa settimana mentre si recavano, in auto, a lavoro, presso il consorzio di bonifica di Catania. Ma il rischio di venire travolti da un brutale incidente persiste ogni giorno anche per centinaia di pendolari che si recano a lavorare nel centro di Catania o negli uffici del rinomato aeroporto di Fontanarossa.
Le vittime, nei primi mesi di quest’anno, sulla strada chiamata ormai “la via della morte”, sono salite a 30, ma la media può giungere anche a 200 morti l’anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani e lavoratori pendolari. E sono questi lavoratori, assieme alle famiglie delle vittime, alle associazioni sindacali e dei consumatori, tra cui il Codacons nazionale, che protestano per chiedere di non morire, mentre vanno a lavorare o mentre per qualsiasi motivo percorrono quella strada statale, nota come la famigerata Catania-Gela. Ecco alcune testimonianze. C. operaio di 35 anni, residente nel comprensorio di Gela, percorre ogni giorno la strada della morte per prendere servizio in un’azienda catanese situata nei pressi dell’aereoporto.
“Sono scampato diverse volte alla morte- racconta-. In quella strada, che è l’unica in grado di farmi arrivare a lavoro, basta un po’ di pioggia per veder scatenare l’inferno- un incidente può essere anche colpa di chi corre troppo, ma quando non esiste una doppia corsia su una strada statale che ospita un traffico veicolare superiore a 3 volte la propria capienza, quando la strada è viscida e con la pioggia si riempie di buche, il rischio di morire aumenta”. Sono anni, infatti, che le autorità politiche catanesi e non solo, chiedono l’ammodernamento della strada per adeguarla a standard di sicurezza e soprattutto, la realizzazione dell’autostrada, più volte annunciata anche dai vertici del governo nazionale, ma mai realizzata.
Durissime anche le reazioni ed i commenti del Codacons nazionale che chiede a Governo, Ministero delle Infrastrutture e Regione Sicilia, persino la chiusura della SS 417 al fine di evitare altre stragi e salvaguardare l’incolumità degli automobilisti. Da quanto abbiamo appreso, la strada in questione viene chiusa in caso di difficoltosa percorribilità, dovuta all’asfalto o alle condizioni metereologiche, come nella violenta alluvione del dicembre 2005, ma generalmente è sempre aperta al traffico, ed anche se alcuni lavori di messa in sicurezza della strada sono stati già realizzati dall’Anas, l’autostrada della salvezza, unico rimedio alle morti, per quella strada maledetta, resta ancora un sogno.

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