3 Ottobre 2017

VIAGGIO AL TERMINI DEI TAXI ABUSIVI

 

Raffaella Troili per il Messaggero taxi stazione termini La coda di turisti scorre poi si ferma. I taxi incolonnati sfilano lentamente, sembrano non avere fretta, meglio autogestirsi il lavoro con molta calma. Anche di lunedì, nel centro della capitale, l’ idea di arrivare e salire a bordo di un taxi è un’ utopia. Alla filosofia di Roma – tutto con calma e senza per favore – ci si deve abituare e subito. Come ai barboni distesi all’ entrata, agli extracomunitari sul punto di litigare, alle bande di scippatrici e a certi brutti ceffi che vien voglia di non scendere più nella metropolitana. Con i vigili dall’ altra parte, di spalle, lontani. Una calma solo apparente serpeggia alla Stazione Termini, dove domenica pomeriggio alle 17,30, un gruppo di tassisti abusivi se le è date di santa ragione per accaparrarsi un cliente. Il giorno dopo si tengono lontani, oltre all’ Esercito ci sono due agenti della Municipale, «e poi sono furbi, vengono nel weekend e nelle ore di punta», spiega un tassista regolare. Strani personaggi che approfittano della confusione, dei taxi insufficienti per adescare i turisti. file ai taxi termini via marsala Scelgono la mèta migliore, saltano file, si fanno largo con prepotenza. D’ altronde nella terra di nessuno una scazzottata è sempre in agguato, tutto è possibile, riconosce un tassista affacciandosi al finestrino «è dall’ alto che lo permettono, l’ amministrazione comunale non dice nulla, se gli irregolari non li fermi e li metti alla porta sei complice. Ma i vigili non lo fanno mai». Lui è venuto alle mani con uno di loro, «mi ha menato, mi ha mandato in ospedale, voleva fare lo splendido per una corsa, io l’ ho denunciato e portato in tribunale». Intanto, la fila di auto bianche scorre. Ma dove sono gli abusivi? «E’ pieno, ma non se fa la spia, so’ amici», taglia corto un altro regolare. Di solito lasciano anonime auto bianche, furgoni neri dai vetri scuri e berline, lontano dal posteggio o dalla stazione e si avvicinano a piedi ai turisti e ai clienti. Così anche a Trastevere, via Giolitti, Stazione Tiburtina, davanti ai maggiori luoghi di interesse e passaggio. UNA GIUNGLA DI OFFERTE code alla stazione taxi di termini Una giungla, tra le assenze dei taxi e il vuoto delle istituzioni, se si considera che oltre al migliaio di abusivi circolano mezzi con licenza di altre regioni. «Saranno 3mila. Vengono dalla Calabria, dai paesi del Sud, e lavorano a Roma: sono abusivi quasi legalizzati – aggiunge un altro tassista – tutti i giorni, specie nel fine settimana via internet offrono taxi per Fiumicino, Ciampino. Per noi sono appoggiati dalla giunta, perché nessuno li controlla». Hanno furgoncini neri e berline, contrattano, si mettono d’ accordo con gli alberghi, lamentano i tassisti. Hanno ottenuto la licenza fuori Roma ma lavorano qui. SERVIZIO IN PANNE Circa 8mila invece le licenze per circolare a Roma e un migliaio di autorizzazioni per il servizio di Ncc con autovettura eppure sempre più spesso la capitale resta sguarnita, in certe ore della giornata è diventato impossibile anche solo ottenere una risposta dal centralino, la sensazione che i turni non siano calibrati sulle esigenze della città si è fatta più forte. Le auto bianche, ossia invisibili, fantasma, sono state oggetto di almeno quattro denunce da parte del Codacons «per inosservanza dei turni». code alla stazione taxi di termini Spiega il presidente Carlo Rienzi che i tassisti la domenica pomeriggio alla Stazione Termini sono introvabili probabilmente perché effettuano turni minori. E’ un disastro, così offendono l’ immagine della città di Roma, poi non si lamentino degli abusivi». Quanto agli abusivi, lasciati così indisturbati, Rienzi ipotizza poco chiari scambi di favore. «Se i vigili si mettessero in borghese e li multassero a suon di due, tremila euro, forse smetterebbero di lavorare». Ma alla Stazione ci sono solo due vigili, danno informazioni, ascoltano disavventure, controllano la piazza, fanno su e giù, anche loro, forse, troppo pochi. invito a non prendere taxi illegali a roma.

 

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