18 Luglio 2010

VIAGGI VENTAGLIO: FARNESINA,SERVE FONDO PER VIAGGIATORI/ANSA

 
 
NESSUNA RICHIESTA ASSISTENZA DALL’ESTERO; PD, BRAMBILLA COSA FA?

           
            (ANSA) – ROMA, 18 LUG – Per ora nessun cliente de I viaggi
del Ventaglio, il tour operator dichiarato fallito dal Tribunale
di Milano, ha avanzato richieste di assistenza. Al momento
dunque, nessun turista italiano è rimasto ‘in panne’
all’estero. Ma il caso I Viaggi del Ventaglio, dopo aver messo
sul piede di guerra le associazioni dei consumatori (che ieri si
sono scagliate contro la società colpevole, a loro dire, di non
aver avvertito la clientela sul sito e di aver anzi mantenuto in
home page offerte e promozioni) e dopo aver ‘mosso’ la Consob
(che ieri ha ricordato come la società fosse dal 2005 nella sia
black list), ha fatto scendere in campo oggi il Ministero degli
Affari Esteri.
   Pronta a raccogliere richieste di assistenza da parte di
italiani bloccati all’estero a causa del crack del tour
operator, che al momento non sono arrivate, la Farnesina ha
infatti richiamato l’attenzione su "l’urgenza di istituire, con
apposito provvedimento di legge, un fondo nazionale di garanzia
per i viaggiatori". Si tratta – spiega il Ministero – di una
proposta di legge "più volte presentata su iniziativa del
ministro Franco Frattini che ha l’obiettivo di istituire un
meccanismo che, dietro il versamento di un contributo minimo,
intorno ai 50 centesimi, a carico di ciascun viaggiatore
all’atto dell’acquisto di un pacchetto turistico, consentirebbe
di prestare un’efficace assistenza, fino anche al rimpatrio, dei
turisti vittime dei fallimenti di operatori del settore".
   Secondo la stime delle associazioni del settore, con un
contributo di 50 cent su pacchetti e viaggi venduti, si potrebbe
arrivare a risorse per circa 50 milioni annui, al posto dei
300-400 mila euro all’anno attualmente a disposizione per
aiutare i viaggiatori italiani alle prese con questo genere di
difficoltà. Molto critico in proposito il Pd, che è
intervenuto sulla questione attraverso Antonio Lirosi,
responsabile consumatori e Armando Cirillo, responsabile
turismo. Il Fondo pubblico – affermano – "é a secco". E
chiedono: "a cosa serve il ministro del Turismo se le risorse
disponibili sul Fondo nazionale per gli indennizzi dei turisti
truffati ammontano soltanto a 248.000 mila euro, cioé spiccioli
rispetto alle necessità? Evidentemente il ministro è soltanto
interessato a realizzare spot milionari per Magic Italy e a
continuare a spendere per il costosissimo portale Italia.it
(circa 30 milioni di euro stanziati nel bilancio pluriennale)".
Il Codacons invece, annunciando un’azione di danno, se la prende
con l’Astoi, l’associazione dei tour operator, colpevole di aver
detto che "la situazione era abbastanza prevedibile" e di non
aver "avvertito, tramite le associazioni dei consumatori, del
rischio che si correva a prenotare con quella società". Sul
caso infine è intervenuto anche l’Osservatorio Sociale che,
attraverso il suo presidente, Luigi Camilloni, ha auspicato
"l’intervento del Governo affinché solleciti Invitalia al
salvataggio e alla ristrutturazione di questo importante tour
operator a livello internazionale".(ANSA).

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