19 Luglio 2010

Viaggi truffa, consumatori in rivolta

 
ROMA. Un fondo nazionale di garanzia a tutela dei viaggiatori lasciati a piedi da improvvisi crac finanziari dei tour operator. E’ la proposta del ministero degli Esteri dopo il fallimento della compagnia "I viaggi del Ventaglio". Sebbene finora nessun cliente abbia reclamato, le associazioni dei consumatori Codacons in testa, sono agguerrite ed hanno già chiesto all’ Astoi, l’ associazione dei tour operator e al ministero del Turismo perché non siano intervenuti sapendo da mesi del dissesto della società. Con il contributo minimo di 50 centesimi a viaggiatore ci si potrebbe mettere a riparo da brutte sorprese, come le ferie annullate. La proposta di legge, più volte presentata dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, «ha l’ obiettivo – fa sapere il dicastero – di istituire un meccanismo che, dietro il versamento di un contributo minimo, intorno ai 50 centesimi, a carico di ciascun viaggiatore all’ atto dell’ acquisto di un pacchetto turistico, consentirebbe di poter prestare un’ efficace assistenza, fino anche al rimpatrio, dei clienti vittime dei fallimenti degli operatori del settore. Il versamento di mezzo euro su ogni pacchetto di viaggio venduto consentirebbe, secondo le stime delle associazioni di settore, di raccogliere un fondo di circa 50 milioni di euro annui, contro i 300-400mila euro ora a disposizione per aiutare i turisti in difficoltà. Ma la proposta di legge non piace ai responsabili dei settori consumatori e turismo del Partito democratico, Antonio Lirosi e Armando Cirillo, che denunciando la cassa vuota del «fondo pubblico» si domandano a cosa serva «il ministero del Turismo se le risorse disponibili sul Fondo nazionale per gli indennizzi dei turisti truffati ammontano soltanto a 248mila euro, spiccioli rispetto alle necessità». Al momento, delle famiglie che dovrebbero essere state danneggiate dal crac del gruppo turistico (dichiarato fallito dal tribunale di Milano), nessuna ha presentato richieste di assistenza. In compenso, ad annunciare un’ azione di danno, ci ha pensato il Codacons, avvelenato contro tutti: Ventaglio, Astoi (l’ Associazione dei tour operator italiani), Consob (la società fallita era quotata in borsa) e ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla. «Da anni sapevano del dissesto della compagnia – dice il presidente Codacons, Carlo Rienzi – perché a marzo Ventaglio vendeva ancora pacchetti di viaggio? Dovevamo arrivare all’ estate per sollevare il problema? L’ Astoi, che fa accordi con i consumatori, dovrebbe stilare una lista dei tour operator buoni e di quelli messi male. La Consob, che vigila sulle società quotate in borsa, cos’ ha fatto? E questo ministero del Turismo, a cosa serve?».
 

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