Viaggi, “on line” la truffa è servita
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fonte:
- La Sicilia.it
Multe a Expedia, Edreams e Opodo con sanzioni per complessivi 415mila euro
"Internet è uno strumento fondamentale anche per il settore turistico, ma va usato … Roma. La Commissione per la tutela della concorrenza ha castigato tre agenzie i turismo "on line" per una serie di comportamenti contrari al Codice del Consumo. Colpevoli Expedia Inc. con multa di 60mila euro; Opodo (20 mila euro) e Dreams (35 mila). Expedia Inc ed Expedia Italy hanno dovuto pagare multe di 100 mila e 35 mila euro e Dreams una sanzione di 80 mila per la gestione dei reclami.
La sentenza dell’Antitrust rileva che il consumatore trovava un’informativa completa sul prezzo globale effettivo dei servizi intermediati, di entità sensibilmente superiore a quello pubblicizzato in home page. In alcuni casi, per le sistemazioni alberghiere, spesso non era individuabile con esattezza il prezzo finale nemmeno al termine della procedura di prenotazione, perché restano escluse eventuali tasse comunali e locali o imposte. Sanzionati anche i comportamenti nelle fasi dei rimborsi, quando mancava un sistema in grado di garantire in tempi rapidi lo sblocco delle somme congelate per operazioni non andate a buon fine. Inadeguate anche le procedure dei reclami e le informazioni sui rischi connessi al sistema di pagamento. Scorrette, infine, le modalità di offerta dell’assicurazione per annullamento del viaggio, bagaglio e spese mediche, offerta formulata a fine prenotazione con il meccanismo di silenzio-assenso. Tra le società multate, la Opodo Italia ha precisato la sua posizione marginale nelle responsabilità che hanno portato a tre diverse condanne. Senza demonizzare Internet, va detto che gli acquisti "on line" presentano quasi sempre rischi aggiuntivi dovuti anche all’imperizia di chi acquista.
Il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, ha commentato: "Il settore delle vacanze on line è da sempre caratterizzato da scarsa trasparenza e "specchietti per le allodole", con offerte sulla carta estremamente convenienti, ma che alla fine rivelano prezzi tutt’altro che "da prendere al volo".
Secondo Rienzi, problemi analoghi si trovano con le compagnie aeree "low cost", con prezzi molto bassi nella pubblicità. Che alla fine nascondono balzelli o maggiorazioni tariffarie che sfuggono al viaggiatore "a basso costo". Sarebbe opportuno che l’Antitrust estendesse le sue indagini anche a questo settore per tagliare le unghie ai disonesti. Si potrebbe aggiungere che le truffe non viaggiano solo "on line". Quando si firma un contratto di viaggio conviene leggere le clausole con molta attenzione e non essere timidi con i funzionari delle agenzie dall’altra parte del bancone.
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