Viaggi in aereo, è stangata fare la spesa costa di più
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fonte:
- Il Mattino
L’ inflazione si muove e i napoletani restano fermi. È stato un vero e proprio dicembre nero quello dei trasporti per la città. L’ aumento delle tasse e del prezzo dei carburanti ha scatenato un rovinoso effetto a catena sui prezzi per voli, navi, treni e rifornimenti per auto e moto, che sono aumentati nel giro di un mese con percentuali assai significative, con la punta massima del 35% per gli aerei a tratta nazionale. Una stangata che si è poi estesa ad alimenti, energia domestica e vestiti, categorie che nell’ anno appena cominciato potrebbero subire ulteriori aggravi. Il focus su Napoli fornito ieri dal Comune, che ha diffuso l’ anticipazione dei dati Istat di dicembre sui prezzi al consumo, descrive una situazione economica che va ulteriormente a peggiorare rispetto ai mesi passati. Prendendo in esame l’ intero anno appena terminato, si registra un indice generale di aumento prezzi pari al 3%, in linea con l’ andamento altrettanto difficoltoso del resto d’ Italia. Esaminando i diversi settori di spesa, si rileva subito l’ andamento particolare dei trasporti. Tra dicembre 2010 e dicembre 2011 si è infatti registrato un aumento del 5,9% riferito all’ intero comparto della mobilità pubblica e privata. Cifre già pesanti, che impressionano ancora di più se si considerano le differenze di costo rilevate solo a dicembre e rispetto al mese precedente. In particolare, risulta evidente l’ impennata su aerei e navi: nel giro di 30 giorni i voli nazionali sono aumentati del 34,9%, mentre quelli internazionali hanno toccato la quota del + 15,7%. Situazione non troppo diversa per la categoria dei trasporti marittimi, che a dicembre ha visto un rincaro generale del 10,5%. Dati più confortanti per il trasporto ferroviario extraregionale (+3%), ma trattandosi di mezzi elettrici è facile comprendere la differenza dagli altri casi. Il problema all’ origine della stangata riguarda infatti i combustibili. I continui aumenti delle accise sui carburanti hanno reso meno accessibili tutti i servizi di mobilità, fino al normale uso "privato" della propria automobile. E per ciò che concerne i voli aerei, l’ impennata del carburante è andata a sommarsi anche alla particolare situazione del mercato di dicembre, influenzato dalle festività. Il risultato è che alcuni mezzi sono diventati ancora più irraggiungibili per gran parte dei napoletani. «Il tenore di vita per i nostri cittadini è sempre più insostenibile – spiegano da Federconsumatori – E’ già difficile arrivare a fine mese e garantire ai familiari cibo e consumi primari, figuriamoci se si va a parlare degli spostamenti. Da Napoli negli ultimi tempi è diventato impossibile persino andare verso Milano o Torino». Allo stesso modo, per la Confesercenti gli aumenti dei prezzi si legano a «accise, bollette e ricadute delle manovre, come il rialzo dell’ Iva». Dati poco incoraggianti riguardano molti altri settori: Alcolici e tabacchi a Napoli sono aumentati in un anno del 6,6%, mentre un +5,1% colpisce i consumi energetici, con allarmi preoccupanti per il gasolio utilizzato per il riscaldamento. Il trend negativo non risparmia poi gli alimenti, con il 2,9% di prezzi in più nell’ anno e rincari nel breve termine per carne, pesce, verdure e bevande. Le associazioni di consumatori, dall’ Adusbef al Codacons, annunciano controlli più serrati per «evitare speculazioni», ma al contempo paventano per il 2012 il rischio di ulteriori "colpi" per le famiglie: tra bollette, rifornimenti e iva, ogni nucleo napoletano potrebbe trovarsi a dover spendere 1000 euro in più. Insostenibile. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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