15 Febbraio 2002

Viaggi da «sogno» con truffa annessa

SORTEGGIATI E RICATTATI

Viaggi da «sogno» con truffa annessa

Denunciati 43 padovani, le vittime firmavano per l`acquisto d`una casa

Per uno del gruppo sono scattati gli arresti domiciliari

PADOVA. Vacanze truffa, quarantatré padovani nei guai per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all`estorsione. Uno di loro è stato pure arrestato e ora si trova agli arresti domiciliari. Molti sono vecchie conoscenze delle forze dell`ordine proprio per questo tipo di reati.
Il meccanismo della truffa è un vecchio cliché delle «sole». Gli organizzatori annunciavano tramite posta vincite di soggiorni gratuiti al mare o in montagna, che poi però si trasformavano in contratti di acquisto in multiprorietà, dai quali per recedere era necessario pagare cinque milioni a titolo di «rimborso spese», anche se poi per chiudere la faccenda ci si accontentava di alcune centinaia di migliaia di lire.
A scoprire il meccanismo e individuare i manovali della truffa, non certo le menti, sono stati i militari della Guardia di Finanza di Pistoia. Sulla vicenda i finanzieri hanno indagato per mesi.
Tutto inizia quando uno di loro riceve una lettera in cui gli veniva annunciata la vincita di una vacanza. La consegna del premio sarebbe avvenuta durante una festa organizzata in un albergo di Montecatini. Il militare ci va e capisce che sotto c`è la solita truffa.
I fatti risalgono al giugno dello scorso anno. In Toscana tantissimi cittadini ricevettero nella buca delle lettere inviti per un buffet in un noto albergo di Montecatini dove sarebbe stato consegnato loro un buono, definito promozionale, per un soggiorno gratuito al mare o in montagna.
Gli invitati venivano inzialmente rassicurati che non avrebbero firmato alcun contratto. Ma alla fine della serata gli ignari acquirenti firmavano in realtà un contratto di acquisto di una multiproprieta da 19 milioni e 600 mila lire «vincolanti al solo fine di ricevere una visita di un funzionario della societa». Alla Guardia di Finanza giunsero anche diverse denunce. I militari decisero di assistere, nascosti, ad una visita, in una famiglia di «vincitori», di alcuni funzionari della società di vendita. Il cittadino pagò la «liberatoria» con un assegno e a quel punto si presentarono i finanzieri che sequestrarono il titolo.
Al centro delle indagine sono finite tre imprese immobiliari con sede a Padova, Montegrotto Terme e Fiesso d`Artico, in realtà scatole cinesi che sorgevano e morivano nel giro di qualche mese e delle quali, quando i finanzieri le hanno visitate, non rimaneva che dei locali vuoti. Tutte e tre hanno sede legale nell`Isola di Man.
Nel corso dell`inchiesta denominata «Vacanze sicure», che si è avvalsa anche della collaborazione delle associazioni a difesa dei consumatori Adusbef e Codacons, è emerso che le società oggetto d`indagine avevano già svolto attività analoghe nelle province di Arezzo, Ancona, Perugia, Pisa, Savona, Torino e Verbania e Padova. Gli inquirenti ora sperano nelle denunce di altri cittadini truffati, soprattuto veneti, Infatti numerosi sono stati i «buffet» oraganizzati a Fiesso d`Artico, Montegrotto Terme, Padova e Abano Terme. I quarantatré padovani non sono altro che i procacciatori di clienti e coloro che poi dovevano recuperare i «saldi», con le buone o le cattive. la persona arrestata in questo si distingueva.

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