6 Aprile 2020

Viaggi annullati, ecco come avere rimborsi. Anche la Ue interviene sul caso

 

In questi giorni le associazioni di consumatori sono sommerse dalle richieste di persone che rivogliono indietro i soldi già pagati per il viaggio o la vacanza programmata per questa estate. Si tratta di centinaia di euro che possono tornar comodi in questi tempi di difficoltà per tutti. La questione è complessa e sta tenendo alta l’ attenzione. Adesso sulla materia è intervenuta anche la Commissione europea. Cosa sta succedendo? Ai tempi del Coronavirus, molti hanno disdetto quanto già prenotato in anticipo. Le agenzie di viaggio e i tour operator non vedono però di buon occhio questo passaggio e vogliono ridare indietro i soldi già versati ma pretendono di restituirli soltanto sotto forma di voucher, vale a dire di buoni che però sono da utilizzare entro un anno di tempo. Per le associazioni di consumatori questa procedura è illegittima perché la scelta tra denaro e voucher spetterebbe esclusivamente al consumatore. Il caos è nato anche perché il Dpcm n.9 del 2 marzo scorso, consente ad agenzie di viaggio e tour operator di rimborsare anche con voucher. Tuttavia non dice che il consumatore è obbligato ad accettarli perché resta valido quanto indicato dall’ art. 41 del codice del turismo, vale a dire che il consumatore è libero di scegliere tra le due forme di ristoro. Lo stesso vale per le strutture ricettive, inserite nel decreto «Cura Italia». Ora anche la Commissione Europea ha detto che va restituito il denaro. Lo ha fatto attraverso un proprio portavoce che ha commentato, sul quotidiano tedesco FrankfurterAllgemeineZeitung, un’ analoga decisione in arrivo dal governo tedesco (voucher da utilizzare entro fine 2021 al posto dei rimborsi sul conto corrente, e denaro solo per quei consumatori che sono in stato di necessità). Alla stampa tedesca ha detto che i voucher vanno contro i diritti dei viaggiatori decisi in Europa. La normativa europea obbliga i tour operator alla restituzione delle somme già pagate entro 14 giorni, per i viaggi aerei sono 7 i giorni. Poco dopo anche il commissario europeo, Didier Reynders, in un’ intervista televisiva ha detto che Bruxelles ha ricordato i propri doveri a tour operator e a compagnie aeree. In vista ci sarebbe però un compromesso. Reynders ha anche detto che per i consumatori resterebbe ben poco da pretendere in denaro nel caso di un fallimento delle società di viaggi. Il suo consiglio è stato quello di accettare i voucher. Il problema sta nella fragilità economica degli operatori in questo momento così complesso. Le associazioni di consumatori controbattono che anche le famiglie sono in difficoltà economica. Sulla materia la Commissione europea sta cercando una soluzione. Secondo quanto riportato dalla Faz, Bruxelles starebbe lavorando a diverse misure che possano però riuscire ad accontentare sia i consumatori, sia gli operatori. Per vedere una risposta concreta occorrerà però aspettare qualche settimana. Il Codacons intanto prosegue nella propria battaglia. Ricorda che è stata accolta in pieno la sua richiesta contro il voucher come unica forma di rimborso di viaggi e vacanze annullate, e che al riguardo ha inviato nei giorni scorsi una precisa richiesta scritta al Governo italiano. «Ora agenzie di viaggio e tour operator sono di fatto obbligate a consentire all’ utente di scegliere tra voucher o rimborso in denaro, e non potranno più attuare comportamenti scorretti già finiti al vaglio dell’ Antitrust a seguito di esposto Codacons – dice l’ associazione -. Tutti coloro che hanno subito la cancellazione di un pacchetto vacanza o di un viaggio possono utilizzare i moduli messi a disposizione sul sito www.codacons.it per chiedere il rimborso in denaro».
SANDRA RICCIO

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