Viadotto killer, condanne
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fonte:
- Il Resto del Carlino
Viadotto killer, condanne
TERNI Due condanne e un`assoluzione per la morte di Marco Vittori e Marco Vesprini, i due giovani che nell`agosto del 2000 saltarono il guard rail del viadotto Seditori (nella foto), lungo il Rato, cercando rifugio dalle auto in transito e trovando invece il vuoto. Il giudice Maurizio Santoloci ha condannato ieri a dieci mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, due funzionari Anas dell`epoca. Assolto il terzo degli adetti dell`Ente, il capocantoniere, che erano finiti sotto processo in relazione alla tragedia. Per tutti e tre l`accusa era di cooperazione in omicidio colposo, in sostanza per aver omesso, nelle rispettive qualifiche, di predisporre adeguate misure di protezione lungo quel tratto di viadotto. Il giudice nell`ottica del risarcimento dei danni, che sarà trattato in sede civile, ha disposto anche provvisionali di 20mila euro l`una per i sei familiari delle due vittime costituitisi parti civili. Il pubblico ministero Mariarosaria Guglielmi, che ha coordinato la complessa e lunga inchiesta sulla drammatica vicenda, al termine della sua requisitoria aveva chiesto pene di un anno e sei mesi e un anno e quattro mesi per i due addetti poi condannati; l`assoluzione per il terzo. Le oltre tre ore della discussione finale del procedimento giudiziario, aggiunta all`ora e mezzo di Camera di consiglio che ha preceduto la decisione del giudice, sono culminate in una sentenza probabilmente unica nel suo genere su scala nazionale, segnando forse per la prima volta in Italia episodi tragici come quello in questione sulla base della responsabilità dei tecnici. In questo senso, nonché improntati alla massima soffisfazione, i commenti dei legali di parte civile: gli avvocati Mattrella e Carcascio del Foro di Terni per la famiglia Vittori, i colleghi Pezzola e Vallasciani del Foro di Macerata per la famiglia Vesprini, nonché l`avvocato Bianchi del Foro di Roma in rappresentanza del Codacons. Voluminoso il fascicolo del pm Guglielmi sul caso, frutto di sei anni di accertamenti e comprensivo di una maxiperizia che a più riprese, bloccando il traffico sul viadotto, ha ripercorso le fasi di quella tragica notte. L`auto su cui viaggiavano in compagnia di amici e amiche le due vittime, ventisettenni, l`una di Amelia e l`altra di Porto Sant`Elpidio, dopo un testacoda rimase di fatto in panne sul viadotto, tra le due gallerie in uscita proprio da Amelia. La comitiva era diretta nel Viterbese per una serata di svago. I due cercarono riparo, nel buio, dietro al guard rail dove li attendeva invece il vuoto. L`uno morì sul colpo, l`altro poco dopo. Più che probabile che la difesa, che ha contestato fin dall`inzio dell`inchiesta le accuse, ricorra in appello non appena conosciute le motivazioni della sentenza. Nell`ambito della vicenda, in diversi procedimenti, sono indagati anche il conducente dell`auto su cui viaggiavano le due vittime e quello di un veicolo che sopraggiunse.
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