4 Maggio 2006

Via Veneto, 990 euro per una birra

Roma CODACONS Il caso segnalato al delegato del sindaco per la Tutela dei consumatori. Aprile, aumentate le segnalazioni di protesta

Via Veneto, 990 euro per una birra
Denuncia di un turista di Hong Kong, inchiesta del Comune. Nella notte del 27 gennaio la truffa in un night

Ha speso mille euro per un giro di birre in un night club nel centro di Roma, e in tre mesi di battaglia non è ancora riuscito a riaverli. La serata indimenticabile di Ka Chun, giapponese con passaporto britannico perché residente a Hong Kong, è avvenuta il 27 gennaio in un night club di via Emilia, a pochi passi da via Veneto. Passeggiando intorno alle 22.30 in via Barberini è stato agganciato da un finto turista brasiliano, con cui ha accettato di bere una birra in un pub. Dopo un primo giro di birre saldato dal brasiliano, si sono avvicinate due entreneuse con un calice di Champagne, e Ka Chan e il suo nuovo “amico“ hanno ordinato il secondo, fatale giro di birre. Secondo la versione riferita dall`uomo all`Apt – che a sua volta ha girato la denuncia all`Ufficio per la tutela dei consumatori del Comune – non si è andati oltre, ma quando è arrivato il conto sono iniziati i guai. Stando a quanto sostiene Ka Chun, il cameriere ha preteso che venisse saldata la cifra record di 990 euro, contestando ai clienti un prezzo di 350 euro per ogni flute di Champagne, più le birre e il tempo trascorso al tavolino dalle due ragazze, computando quindi i minuti assai preziosi nei quali avevano semplicemente chiacchierato. Per convincerlo a pagare, il finto turista brasiliano si è offerto di versare metà somma e Ka Chun ha ceduto: dopo una selva di inutili proteste, ha messo mano al portafogli estraendo la carta di credito e saldando 500 euro. La serata, definitivamente divenuta indimenticabile, è proseguita al ritmo montante della rabbia per la sensazione, decisamente comprensibile, di essere stato truffato. Ka Chun ha tentato di farsi ascoltare bussando inutilmente, dopo mezzanotte, alla porta di una serie di commissariati chiedendo un interprete giapponese. Tre giorni dopo è rientrato a Hong Kong, ma del suo caso si occupa ora il Comune: l`ufficio per la Tutela dei consumatori ha avviato una pratica chiedendo alle autorità di svolgere accertamenti. “I conti così salati sono casi isolati – spiega il delegato del sindaco, Sergio Scicchitano – ma è un fenomeno a cui bisogna prestare molta attenzione perché fare rispettare le regole è un`opportunità di sviluppo per la Capitale“. I guai di Ka Chun, oltretutto, sono proseguiti anche a distanza: quando la banca gli ha inviato l`estratto, si è accorto che gli erano stati addebitati proprio i 990 euro del conto inziale, intestato a un ristorante. Purtroppo, il suo non è un caso isolato: due anni fa un pub venne chiuso per truffa perché fece pagare a un gruppo di turisti giapponesi 1.500 euro per una bottiglia di Champagne. “Truffe come questa sono all`ordine del giorno nella Capitale – dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e non fanno notizia solo perché l`importo non raggiunge cifre record. Ogni giorno riceviamo segnalazioni da turisti, anche italiani, spennati da bar e locali del centro storico“.

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