3 Ottobre 2018

«Via Piave? Strada killer» Il Codacons: la morte di Isalino Megaldo si poteva evitare

 

di SONIA RONCONI – MEDA – IL CODACONS DIFFIDA il Comune dopo la tragedia del pensionato ottantaduenne, Isalino Menegaldo, morto dopo due settimane dall’ essere stato travolto mentre era in bicicletta in via Piave. Il Codacons bacchetta il Comune. «Bisogna intervenire al più presto per metterla in sicurezza e imporre il limite di velocità a 30 chilometri orari». Secondo il coordinamento delle associazioni per la tutela dell’ ambiente e dei diritti di utenti e consumatori la morte dell’ 82enne, investito mentre in bicicletta usciva dal capannone di famiglia poteva e doveva essere evitata. CONTINUA INFATTI l’ associazione nella sua denuncia: «È una tragedia che poteva essere evitata se fosse stata anche solo presente una segnaletica adeguata… La pericolosità della strada è data anche dal fatto che non vi siano limiti di velocità adeguati. Insomma una strada “killer” nella quale urgono interventi immediati». Nel frattempo, proprio nei giorni scorsi, la segnaletica è stata rifatta, ma nel tratto in corrispondenza del civico 36, dove è avvenuto l’ incidente, è stata disegnata la linea tratteggiata. SIMONA MENEGALDO, figlia di Isalino è arrabbiata e dice: «È una presa in giro, in questo modo gli automobilisti, che già parcheggiavano nonostante la linea continua, si sentono ancora più autorizzati a piazzare le macchine a ridosso dei capannoni, ostruendo così la visuale a chi si accinge a uscire dalle attività industriali, proprio come era successo a mio padre!» «NON STAREMO con le mano in mano – replica il sindaco Luca Santambrogio. Faremo accertamenti capillari, anche se non mi risulta che siano state date altre disposizioni, per cui la segnaletica è stata sistemata mantenendo quella che c’ era già precedentemente». Purtroppo il problema è sempre lo stesso, spesso le auto sfrecciano veloci o basta nulla per distrarsi e ogni giorno accadono disgrazie non solo su strade statali o autostrade, ma spesso anche nei comuni dove i limite è di 50 chilometri orari. IN QUESTO CASO il pensionato medese era in bicicletta e in un primo tempo le sue condizioni erano sembrate non gravissime, ma poi è peggiorato e dopo quindici giorni dall’ incidente è spirato in ospedale. La famiglia non riesce a farsene una ragione e stanno combattendo perché la strada sia più sicura. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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